Cibo e musica, due arti che s’incontrano

Cibo e musica, due arti che s’incontrano
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“Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”

Gioachino Rossini 

Una storia che ha radici antiche

Musica e cibo fin dall’antichità sono due arti in perfetta armonia, l’una al servizio dell’altra quale fonte di ispirazione, metafora o accompagnamento. Un’immagine esemplare di questo connubio è quella fastosa dei banchetti rinascimentali dove musica e danze accompagnavano le abbondanti portate servite agli ospiti. Un celebre organizzatore di questi banchetti, detti anche conviti, fu un certo Cristoforo di Messisburgo che a cavallo tra ‘400 e ‘500 servì alla corte di Ippolito d’Este a Ferrara. Suo compito era anche selezionare non solo raffinate leccornie ma altrettanto sublimi musicisti che allietavano gli ospiti con arpa, liuto, cetra o flauto. Questi banchetti ispirano a loro volta alcune opere tra le quali “Il Convito Musicale” del 1597, una raccolta di madrigali del modenese Orazio Vecchi.  Una recente ricerca dell’Università di Oxford avrebbe svelato un’ulteriore curiosità riguardo il successo dell’abbinata cibo e musica la quale esalterebbe i sapori delle pietanze. A quanto pare se si ascoltano suoni acuti il nostro cervello registra il cibo come più dolce, con suoni bassi il sapore di ciò che mangiamo risulta al contrario più amaro.

Gioacchino Rossini, personificazione del connubio cibo e musica

Il cibo si ritrova spesso nell’opera: si parlerà di cioccolata in “Così fan tutte”, di marzemino nel “Don Giovanni”, di fagiani nel “Falstaff”, ma la personificazione più esemplare del gustoso legame è senza dubbio Gioachino Rossini. L’operista pesarese e bolognese d’adozione nutriva la propria musica anche di sapori della tavola e delle fantasie che questi gli evocavano. Cuoco appassionato, è noto lo zelo di Rossini nell’inventare nuove ricette non del tutto leggere! Amante della cucina emiliana, una volta trasferitosi in Francia sperimentò fantasiose unioni tra l’amata cucina bolognese e le delizie francesi come filetti e paté. La sua specialità sarebbero stati i cosiddetti tournedos composti da filetto di manzo ricoperto di foie gras, tali abbinamenti audaci gli fecero guadagnare la definizione da parte di alcuni colleghi operisti di grande musicista ma cuoco detestabile. La sua raccolta pianistica Péchés de vieillesse contiene diversi pezzi ispirati ad ingredienti della tavola. Esistono molte ricette in onore del compositore come il Filetto alla Rossini, i Maccheroni alla Rossini e che dire dell’omonimo cocktail? Quest’anno a Pesaro, anche in occasione del centocinquantesimo anniversario dalla sua morte, dal 22 al 24 giugno l’Europa street food Festival è ad alto tasso rossiniano con un’area dedicata a showcooking e ricette a tema come le Rossini meat balls, la pizza rossiniana fino alle dolcezze sinfoniche rossiniane. L’abbondanza del suo appetito e del suo aspetto hanno contribuito a farne un personaggio che riscuote grande simpatia. In una recente intervista a Repubblica, Riccardo Muti ha raccontato che mentre ascoltava Wagner, un compositore con non si può dire amasse a dismisura, Rossini si allontanava ogni tanto dall’esecuzione con la scusa di badare alla carne che aveva lasciato sul fuoco. 

Giuseppe Verdi, compositore e palato raffinato 

Giuseppe Giacosa descrive il compositore di Busseto come un raffinato gourmet piuttosto che un gran mangiatore. “Nella pianura di Giuseppe Verdi” è un calendario di eventi organizzato dall’associazione delle aziende agricole piacentine che tra i tanti appuntamenti in onore del celebre compositore propone una cena a base di ricette “di casa” del musicista a partire da malfatti, “torta fritta”, bomba di riso con piccione, sbrisolona,  zabaione al passito e alte tipicità che all’epoca venivano servite sulla tavola di villa Sant’Agata dove Verdi visse per almeno cinquant’anni. 

Non solo compositori, cantanti e ricette a loro ispirate

Ma non solo compositori, anche ai cantanti verranno, col tempo, dedicati alcuni piatti e bevande. Guardando alle creazioni più recenti c’è La Diva Renée, goloso dessert a base di gelato, chantilly al pistacchio, cioccolato e lamponi in onore del soprano statunitense Renée Fleming, per un Grand Finale garantito!

Non manca nel menù di una gelateria la coppa Melba a base di pesche, lamponi e gelato alla vaniglia dedicato a Dame Nellie Melba, soprano australiana cui il cuoco francese August Escoffier dedicò il dessert rimasto estasiato davanti alla performance della cantante nel Lohengrin di Wagner. Se il nome Melba vi suona familiare non solo per la golosa coppa, Nellie compare nella fortunata serie Downtown Abbey interpretata da Kiri Te Kanawa.

Il panino di Elvis 

Chiudiamo la breve carrellata di piatti legati a voci leggendarie citando nella nostra lista il “Fool’s Gold” il panino più celebre del mondo amato dal Re del Rock Elvis Presley. Si tratta di una follia gastronomica a base di pane, burro di arachidi, banane e bacon il tutto impanato in abbondante uovo sbattuto e poi fritto nel burro, difficile in questo caso chiederne un bis!

Rossana  Santolin

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