La musica in provincia tra appartenenza ed evasione: conosciamo il rapper friulano Doro Gjat

La musica in provincia tra appartenenza ed evasione: conosciamo il rapper friulano Doro Gjat

A poco più di un mese dall’uscita del suo ultimo album Orizzonti verticali abbiamo incontrato il rapper friulano Doro Gjat. Doro non è un comune rapper, è più vicino all’essere un cantautore o una sorta di pittore di paesaggi naturali come quelli piacevolmente austeri della Carnia, fatti di boschi, laghi, fiumi e rocce scavate dal tempo.

Non c’è traccia nel nuovo disco che non contenga aria, acqua, vento o terra. Non sorprende che ami definirsi un rapper naturalista che fa dell’ambiente che lo circonda uno strumento per costruire metafore. Le immagini evocate dai suoi versi sono vivide tanto che la Terra si fa quasi persona, acquista un’anima e una voce. L’immagine naturalistica serve nell’intento di raccontare il punto di vista dell’artista: perché di cos’altro scrivere dopotutto se non di ciò che si conosce bene? E Doro conosce bene la provincia e appunto di quella canta. Il suo è un racconto particolare che parte da Tolmezzo e diventa universale.

Fotografa l’orizzonte più difficile da oltrepassare, un orizzonte verticale come le cime friulane. Un conflitto che parte dalle radici che ti danno la linfa ma che ti impediscono di spiccare il volo. Dietro a questa volontà di evasione e di essere ascoltato oltre i confini del Nord Est, noto un paradosso. Nei brani è presente in diverse dosi la lingua friulana la quale rischia di confinarti alla regione. Mi spiega che quella linguistica è solo una scelta di stile e che la difficoltà di uscire dalla provincia è più che altro mentale e soprattutto artistica.

Lui in Friuli (e come biasimarlo) ci sta da dio e manca di rado alle manifestazioni di punta sul territorio dove è spesso presente davanti ad un pubblico folto ed affezionato che lo segue dai tempi dei Carnicats, la sua prima band. Nel raccontarmi la sua storia inizia da quando si è appassionato all’hip hop negli anni d’oro del genere in Italia circa a metà degli anni ’90. In quel periodo l’hip hop era ancora qualcosa per pochi outcast, o meglio per i quattro gatti che a Tolmezzo l’ascoltavano! Da lì appunto il nome d’arte di gatto che in friulano si dice gjat.

La sua esperienza solista inizia dopo quella con la band lasciata per divergenze artistiche e niente affatto personali. Tuttavia ancora oggi Doro è accompagnato da musicisti non solo quando canta dal vivo ma anche durante l’intero processo creativo dietro ai suoi dischi. La differenza infatti si sente e lui è orgoglioso nel sottolineare più volte come il live sia la grande forza del suo progetto la cui energia valica sì gli orizzonti.

L’anno scorso era sul palco del Concertone ed erano oltre 2000 le persone che si sono riunite nella cornice della magnifica Villa Manin di Passariano per assistere ai festeggiamento del primo mese di Orizzonti Verticali registrato tra l’altro agli Angel’s Wings Recording Studio, nel 2016 nominati fra i quattro migliori studi d’Europa ai Pro Sound Awards. L’album ha un suono rotondo, vivace, in cui al classico beat elettronico vengono accostati archi e chitarre. Anche i testi sono ben scritti, poetici, taglienti e un po’ incazzati come la buona scuola hip hop insegna.

L’amore per la parola non viene solo dall’ hip hop, nella lista dei grandi amori musicali di Doro Gjat rientrano anche i cantautori come De André che non a caso l’appartenenza ad una regione raccontò cantando in genovese. Parlando di musica del passato ci confessa con un po’ di rammarico di dover scavare indietro per ascoltare un disco davvero appagante pur essendo curioso e attento alla novità. La sua analisi dell’industria discografica oggi è impeccabile. Le major vanno sul sicuro seguendo la direzione indicata dal ditone del like su YouTube dietro il quale c’è probabilmente un giovanissimo utente della Rete che decide quale trapper merita di diventare un fenomeno di massa. Risultato? Accendi la radio e ormai da qualche anno senti la solita filastrocca. Manca l’autorità musicale che fa da diga tra l’accozzaglia di roba inutile che c’è là fuori e l’artista che vale la pena di conoscere.

Ci impegnamo a rivederci presto. La buona notizia è che ci sono diverse date in calendario. Tra queste il 5 luglio all’internazionale Mittelfest a Cividale del Friuli. Grazie Doro e vai così…o come dite dalle tue parti? Vai Fradi!

Qui sotto il nuovo video di “Icaro (Blu pt. 2)” il secondo singolo estratto da Orizzonti Verticali.

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