Tuvalu, lo Stato che scomparirà
Cosa succede quando la tua terra sta per scomparire sotto le acque? Il piccolo stato polinesiano Tuvalu, nell’oceano Pacifico, è il quarto più piccolo al mondo e il secondo meno popolato, con circa 12mila abitanti, ed è considerato uno dei paesi più esposti al rischio di scomparsa definitiva a causa del cambiamento climatico. Inoltre, Tuvalu è stato spesso al centro dell’interesse politico internazionale, essendo rimasto uno dei pochi stati del Pacifico a mantenere rapporti con Taiwan.
Proprio ieri, il ministro australiano per lo Sviluppo internazionale e il Pacifico, Pat Conroy, ha dichiarato in parlamento che l’Australia e il piccolo arcipelago polinesiano di Tuvalu continueranno a discutere del trattato di sicurezza e migrazione climatica. Il Security and climate migration pact, infatti, era stato messo in dubbio durante le elezioni parlamentari a Tuvalu del 26 gennaio, quando diversi candidati avevano sostenuto che l’accordo, proposto durante il governo dell’ex primo ministro di Tuvalu Kausea Natano, avrebbe potuto compromettere la sovranità dell’isola.
Il trattato, a cui i due paesi stanno lavorando pubblicamente da novembre, impegnerebbe l’Australia ad assistere Tuvalu in caso di gravi disastri naturali. A novembre, infatti, Australia e Tuvalu avevano concluso anche un altro accordo per permettere ai 12mila cittadini dell’arcipelago, che rischiano di rimanere senza casa a causa del cambiamento climatico, di andare a vivere in territorio australiano. Secondo le recenti proiezioni dell’innalzamento del livello del mare, metà delle terre della capitale Funafuti saranno sommerse dalle acque entro trent’anni. Prima della fine del secolo, il 95 per cento dell’arcipelago sarà sommerso ciclicamente dalle maree, diventando praticamente inabitabile.
Il peggio è che non saranno solo gli abitanti di Tuvalu ad essere costretti ad abbandonare la propria terra. Le migrazioni climatiche sono una conseguenza rilevante dell’Antropocene, l’epoca in cui viviamo, dove l’uomo è riuscito con modifiche territoriali, strutturali e climatiche ad incidere fortemente sui processi geologici. Le persone che si troveranno costrette a fuggire altrove, a causa dell’innalzamento delle acque, siccità, cicloni o aumento delle temperature, saranno sempre più numerose.
Lo scrittore indiano Amitav Ghosh, nel saggio La grande cecità, metteva in guardia dai disastri ambientali e dai cambiamenti climatici che avrebbero avuto un legame molto stretto con l’aumento dei fenomeni migratori del prossimo futuro. Ma se il terribile ciclone che colpì la città di Dehli, proprio mentre Ghosh si trovava a camminare per quelle strade, era stato solo il primo dei segnali di ciò che stava succedendo nel mondo, oggi siamo costretti ad aprire un po’ di più gli occhi, per non ritrovarci, all’improvviso, completamente sommersi.




