Grand Continent approda in Italia: progetto di una rivista d’Europa
Carteggi, fogli e opuscoli che attraversano l’Europa, il Continente unito dal formicolare di nuove idee che attraversano imperi e stati nazionali in formazione, è la Repubblica delle Lettere, la grande comunità intellettuale che pone sotto la stessa bandiera i migliori pensatori del XVI e XVII sec. nel nome dei principi illuministici europei.
Sulla forza delle idee, sulla potenza della scrittura e della comune matrice europea, nasce il progetto della rivista Le Grand Continent divenuta, dalla sua fondazione nel 2019, una piattaforma significativa per il dibattito intellettuale d’Europa, contando su firme di eccellenza e un approccio multidisciplinare in grado di combinare approfondimenti, interviste e riflessioni di carattere accademico.
Con natali in terra di Francia, la rivista si è posta l’obiettivo di produrre contenuti o tradurli nelle principali lingue del dibattito europeo: francese, spagnolo, italiano, tedesco e polacco. Per l’Italia, Il primo numero cartaceo pubblicato nella nostra lingua, dal titolo “Fratture della guerra estesa. Dall’Ucraina al Metaverso”, è stato pubblicato per le edizioni Luiss.
La collaborazione con l’Ateneo romano non si è limitata alla pubblicazione della rivista cartacea ma alla realizzazione di una serie di incontri programmati, i lunedì del Grand Continent, ospitati nelle strutture di Viale Romania della Luiss e strutturati su specifiche questioni politologiche o geopolitiche.
Nell’introduzione al volume cartaceo in italiano viene evidenziata, a partire dallo scoppio della Guerra in Ucraina e prima ancora dalla pandemia, il definirsi di una nuova fase globale. Un disequilibrio internazionale in fase di assestamento nel lungo periodo ma ora fortemente instabile, l’interregno”, la soglia, il limen, su cui si apprestano a definirsi nel medio e lungo periodo i caratteri della dialettica tra potenze. Uno scenario di fatto non lineare e in cui il vecchio mondo sembra aver smarrito le sue coordinate.
Nel numero della rivista emerge un ulteriore concetto chiave, keyword che definisce il nuovo modo di interpretare il conflitto bellico nell’interregno e nel mondo “rotto”, la guerra estesa. Lo scontro tra superpotenze e la frammentazione delle ostilità su scala planetaria estendono il perimetro delle dispute globali a nuovi settori, confini tecnologici un tempo inesplorati e ora emersi con prepotente forza alla ribalta, la guerra dei nanometri, del metaverso e del megatrend dell’intelligenza artificiale. La conflittualità avvolge il mondo della tecnologia, divenendo sempre più fondamentale, come dimostra la sfida dei semiconduttori, per il primato internazionale.
Parallelamente alla corsa per conquistare il cuore della tecnologia, l’altro punto fondamentale è l’importanza delle strategie energetiche. In un mondo in cui si viene definendo sempre più una logica di friendshoring e limitazione dell’estensione delle catene del valore dei prodotti energetici, emerge il concetto “ecologia di guerra”. Nel prossimo futuro, come spiega sulla rivista Le Grand Continent Pierre Charbonnier, si definirà una compenetrazione sempre maggiore tra decarbonizzazione e geopolitica, un quadro nel quale le politiche green non riguarderanno solo l’inquinamento ma anche lo spostamento degli equilibri di potenza.




