Marche: cresce l’esercito dei senza lavoro

Nel 2012 oltre tremila richieste di disoccupazione in più rispetto all’anno precedente. Nella morsa della crisi predominano gli over 40.

Nuovo record negativo per la disoccupazione nelle Marche. Secondo i dati diffusi dall’Inps ed elaborati dall’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali (IRES) della CGIL, il tasso di disoccupazione regionale sarebbe aumentato in modo significativo negli ultimi due anni, segno di come la crisi stia investendo simultaneamente sia l’economia reale che il mercato del lavoro.

L’associazione, che fa capo alla maggiore confederazione sindacale italiana, avrebbe esaminato le oltre 90 mila richieste di indennità di disoccupazione e mobilità pervenute all’ente previdenziale nel corso del 2012, riscontrando un incremento del 17,3 per cento rispetto al 2011, con particolare riferimento al sud della regione e alle aree interne delle province di Pesaro-Urbino e Ancona.

 

Una situazione senza precedenti, che rischia di precipitare verso un drammatico punto di non ritorno; tartassate dalla crescente pressione fiscale e nella difficoltà di pagare gli stipendi, alcune aziende marchigiane avrebbero avviato già da tempo un rapido processo di delocalizzazione della produzione, approfittando dei bassi costi di manodopera dei Paesi in via di sviluppo. Altre imprese, trovatesi in situazioni estreme e nell’impossibilità di onorare anche le scadenze fiscali, avrebbero  deciso di gettare la spugna chiudendo definitivamente i battenti. Ad opprimere gli imprenditori locali non solo le tasse, ma anche gli adempimenti burocratici per poterle pagare, che, di anno in anno, sono diventati sempre più complessi per via delle continue modifiche alla disciplina tributaria. Da qui l’aumento esponenziale delle richieste di accesso agli ammortizzatori sociali da parte del personale dipendente, situazione che evidenzia la necessità di un nuovo patto sociale tra politica, lavoratori ed imprese, volto a ristabilire gli equilibri che la crisi ha spazzato via. 

Nel frattempo, mentre a Roma si discute su come ridare dignità al lavoro e speranza per il futuro ai cittadini, l’aumento delle domande di disoccupazione sembra non avere più freni e rischia di trasformarsi in una vera e propria tragedia sociale.

Roberto Mattei

24 gennaio 2013

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