E’ SOLO LA FINE DEL MONDO | Morire di incomunicabilità

E’ SOLO LA FINE DEL MONDO | Morire di incomunicabilità

È solo la fine del mondo è il film che ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2016. Il regista è  Xaver Dolan, canadese, classe 1989, con all’attivo già diversi successi cinematografici tra cui ricordiamo J’ai tué ma mère e  Tom à la ferme, tratto da uno spettacolo teatrale di Michel Marc. Anche È solo la fine del mondo è una  trasposizione cinematografica  di una pièce teatrale; quella omonima, ricca di elementi autobiografici, scritta nel 1990, a 33 anni da Jean-Luc Lagarce, attore e regista teatrale francese, quando già sapeva di essere condannato a morire di  Aids; mori infatti  nel 1995.

Il film uscirà in Italia a dicembre, ma non ha niente di gioiosamente natalizio né di festoso,  anche se si tratta di un ritrovo famigliare dopo una lunga assenza.

Louis, scrittore teatrale di fama, poco più che trentenne, decide infatti di ritornare a casa dopo 12 anni di assenza durante i quali ha solo inviato cartoline alla  madre, alla sorellina ancora bambina al momento della sua partenza e al fratello maggiore. La paura lo ha spinto ad andare via, a lasciare l’ambiente famigliare claustrofobico, per  vivere a pieno la sua omosessualità e dare sfogo con la scrittura, alle parole che non riusciva a dire in casa, o che se dette, restavano inascoltate. E la paura lo spinge a tornare ora. Vuole annunciare loro che sta per morire, per avere forse un’ultima illusione di essere padrone, se non della sua vita, almeno della sua morte. 

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Durante il viaggio verso casa, prima in aereo poi in taxi, sente la paura crescere. Come sarà, rivedersi dopo 12 anni? E perchè poi avere tanta paura? Si tratta  solo di ritrovarsi, non è mica la fine del mondo! Ma appena entrato a casa è assalito dalle nevrosi dei suoi familiari e dall’astio del fratello che gli invidia di essersi fatto una vita lontano dalle responsabilità famigliari.  L’unica che prova a comunicare con lui, è la giovane cognata. I tre membri della sua famiglia invece, lo assalgono con parole vuote, parlano continuamente senza dire nulla, cristallizati come sono nella loro vita in cui non credono, tappezzata di parole ordinarie, banali, talvolta violente. Come lui, hanno paura di lui e il suo arrivo da figliol prodigo,  ha scoperchiato il vaso di Pandora dei sentimenti inespressi; gelosia, rivalità, bisogno, abbandono, ma anche ammirazione; tutto si mischia ed impedisce a Louis di annunciare la sua morte. I rari abbracci, anziché sciogliere quel grumo che paralizza il fluire della parola, sono avari di affetto. Invano l’orologio a pendolo batte le ore per ricordargli che il tempo di permanenza in quella casa e su questa terra è limitato. Louis partirà definitivamente dopo un’ultima scenata con il suo segreto.

Il film rispetta l’idea di Lagarce di fare l’indagine dei personaggi attraverso la parola, anche di quella non detta; cosi come sono mantenuti  le pause teatrali e i silenzi dove il dubbio, il desiderio, la paura si insinuano. Molte le inquadrature dei volti, per cogliere, in una smorfia, in un movimento degli occhi, in una piega del volto, un sentimento che la parola non arriva ad esprimere.  Gli attori, tutti bravissimi, sono ben affiatati. Se alcuni troveranno il film lento, in molti  ne apprezzeranno l’intensità e avvertiranno un pizzico di disagio davanti al terreno paludoso della incomunicabilità che non lascia scampo.

Per approfondimenti leggete: It’s only the End of the World – Dolan al Festival di Cannes 2016

Dati Tecnici di E’ Solo la Fine del Mondo

Tratto dall’omonimo testo teatrale di Jean Luc Lagarce (1990)
Titolo: E’solo la fine del mondo
Uscita: 7 Dicembre 2016
Regia e sceneggiatura: Xavier Dolan
Prodotto da: Nancy Grant, Xavier Dolan, Sylvain Corbeil, Nathanaël Karmitz, Elisha Karmitz,Michel Merkt
Produttore esecutivo: Patrick Roy

Cast
Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, Léa Seydoux, Vincent Cassel, Marion Cotillard

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