KUBO E LA SPADA MAGICA | La scimmia, lo scarafaggio e il bambino

KUBO E LA SPADA MAGICA | La scimmia, lo scarafaggio e il bambino

Kubo e la Spada Magica è un film di animazione in stop-motion creato in America. Il genere è avventura, fantasy, azione.

Siamo in Giappone. Di fronte all’oceano impervio. Kubo è un ragazzo orfano di padre e che ha perso un occhio, rubatogli dalle zie e dal nonno quando era neonato. Si prende cura della madre che ha una forma di Alzheimer. Potrebbe essere anche un caso di depressione, di shock. E’ un elemento non sviluppato nella pellicola. Kubo si guadagna da vivere grazie al suo shamisen (strumento musicale giapponese a tre corde, simile a una chitarra) con il quale fa animare i suoi origami e racconta storie. La madre però lo mette in guardia: mai stare fuori quando diviene buio. Le zie e il nonno di Kubo – Re Luna – lo stanno cercando e al buio potrebbero rintracciarlo. Senza rendersene conto, però, cala la notte e Kubo viene scoperto. Dopo un duro scontro, il ragazzo si trova con il suo amuleto (una scimmia) diventata viva e uno scarafaggio. Devono recuperare l’armatura di suo padre. Da lì inizia l’avventura.

Kubo e la spada magica

La Laika, studio di produzione già noto per aver creato Coraline ParaNorman, si è messa in gioco con Kubo e la Spada Magica. Film di animazione molto poetico e che arriva ai cuori degli spettatori di tutte le età. La tecnica utilizzata ha davvero raggiunto grandi livelli. Colori e sfumature infatti sono di un potente realismo. Le scene d’azione sono rese in maniera spettacolare.

Il regista Travis Knight non è nient’altro che il presidente della Laika. Un debutto dirompente. Travis Knight ha scelto questa pellicola perché aveva bisogno di un film particolare, che parlasse ai cuori e che raccontasse in parte le storie che lo avevano rapito da bambino. E’ un gran fan della cultura giapponese tanto da inserire degli omaggi al cinema di Hayao Miyazaki.

kubo_e_la_spada_magica_immagine_dal_film_danimazione_15_mid

Nella tradizione giapponese, però, la guida del protagonista è un maschio. Invece nel film Kubo e la Spada Magica la guida è una donna. Anzi, una femmina perché un amuleto trasformata in scimmia viva. E’ proprio Kubo, infatti, che si meraviglia. “Ti ho sempre chiamato Mr Monkey” dice il ragazzo. “Se fossi stata viva all’epoca, mi sarei molto offesa” gli risponde Scimmia. La Laika comunque è solita inserire personaggi femminili decisivi nei propri film. In Coraline è proprio una ragazza la protagonista, in ParaNorman c’è Aggie, per non parlare di Boxtrolls – Le Scatole magiche in cui esce fuori la personalità di Winnie.

kubo-e-la-spada-magica

Le voci originali di Kubo e La Spada Magica vantano nomi come Art Parkinson (giovanissimo attore irlandese conosciuto per la serie de Il trono di Spade), Charlize Theron, Matthew McConaughey, Brenda Vaccaro, Ralph Fiennes Rooney MaraIn Italia invece, escludendo la partecipazione di Neri Marcoré, i nomi dei doppiatori non sono così altisonanti. Nonostante tutto danno corpo alla pellicola.

Una nota negativa è la traduzione del titolo. Quello originale Kubo and the two strings evoca due corde , quelle che mancano a Kubo. Parte davvero essenzale nel plot. Le tre corde rappresentano la famiglia: madre, padre e figlio. In inglese quindi è un titolo molto poetico.

primo-trailer-italiano-per-kubo-e-la-spada-magica_opt

Dati tecnici di Kubo e La Spada Magica

VOTO: 8

TITOLO: Kubo e La Spada Magica

TITOLO ORIGINALE: Kubo and the Two Strings

USCITA: giovedì 3 novembre 2016

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

PAESE: Usa 2016

DURATA: 101 minuti

GENERE: Animazione

REGIA: Travis Knight

CON Kubo, Scimmia Scarafaggio

VOCI ORIGINALI: Charlize Theron, Art Parkinson, Ralph Fiennes, George Takei, Cary-Hiroyuki Tagawa, Brenda Vaccaro, Rooney Mara, Matthew McConaughey, Minae Noji, Ranjani Brow, Michael Sun Lee, Laura Miro, Saemi Nakamura, Ken Takemoto, Alpha Takahashi, Aaron Aoki

VOCI ITALIANE: Giulio Bartolomei, Chiara Colizzi, Neri Marcoré, Marzia Ubaldi, Stefano Benassi, Domitilla D’Amico, Antonio Sanna, Charlotte Infussi D’Amico, Paolo Marchese

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook