Dammi tre parole: Vicari, Bertolucci, Parker – Giorno 3 – Roma 2016

Dammi tre parole: Vicari, Bertolucci, Parker – Giorno 3 – Roma 2016

Al terzo giorno della festa del cinema abbiamo tre eventi che la fanno da padrone tra cui l’esordio del primo film italiano nella selezione ufficiale.

Daniele Vicari – Sole, Cuore, Amore

E’ Daniele Vicari il regista italiano che apre la Festa del Cinema di Roma 2016 con il suo film nella sezione ufficiale Sole, Cuore, Amore.

Il film porta sul grande schermo una storia di sorellanza e solidarietà tra due donne che hanno fatto scelte opposte nella vita.

“È un film semplice, come il verso della canzone da cui è tratto il titolo, come semplici sono le esistenze di cui racconta la storia – ha detto Daniele Vicari – La vita quotidiana di milioni di persone che non hanno una vita assicurata dall’appartenenza sociale è invece molto difficile. Sole cuore amore si è rivelato così un film più complesso da fare e da dominare di quanto mi apparisse inizialmente sulla carta”.

Conferenza stampa alla presenza anche dei protagonisti Isabella RagoneseFrancesco Montanari ed Eva Grieco, oltre ai produttori tra cui Domenico Procacci. La stampa quasi tutta concorde nella semplicità che porta dentro una grande complessità del film, ha sbuffato e mormorato quando la conferenza è finita. A quasi nessuno è stato permesso di fare domande a causa della mancanza di tempo, dovuta all’eccessivo chiacchierare degli attori. Quindi nessuna curiosità svelata davanti al folto numero di giornalisti.

sole cuore amore

Bernardo Bertolucci

bernardo-bertolucciNon ha bisogno di presentazioni uno dei più grandi registi italiani, vincitore di un Oscar con L’Ultimo ImperatoreBernardo Bertolucci. Attesissimo dai fan che già quattro ore prima dell’incontro prefissato erano in fila aspettando che si aprissero le porte. Malumori e brutte parole buttate qua e là quando hanno annunciato che i posti per assistere alla chiacchierata con Bertolucci erano esauriti quasi esclusivamente con i biglietti venduti. Gli accreditati rimasti fuori e che avevano perso il pomeriggio sperando solo di vedere da vicino il regista, hanno dovuto ingoiare il rospo.

Nate Parker e The Birth of a Nation

Nate Parker, interprete di film come The Great Debaters di Denzel Washington, Red Tails di Anthony Hemingway e La Frode al fianco di Richard Gere e Susan Sarandon, segna con The Birth of a Nation l’esordio alla macchina da presa. Regista e attore, quindi, per questo film che mostra la vita di Nat Turner, uno dei personaggi più importanti per la comunità afroamericana contro la schiavitù negli USA.

Schiavo erudito, predicatore, testimone di innumerevoli episodi di violenza contro il suo popolo, Turner ha guidato la cruenta rivolta scoppiata in Virginia nell’agosto del 1831.

“Intitolando il film The Birth of a Nation, ho cercato di spezzare il circolo di pregiudizio e odio perpetuato dal film di D. W. Griffith a Hollywood e negli Stati Uniti – ha spiegato Nate Parker – Riadoperando questo titolo spero di riparare a un’ingiustizia, trasformando il titolo in un’opera d’arte che può incoraggiare e indirizzare tutti noi verso la riconciliazione e la positività”.

Una pellicola che mostra la religione come modo per schiavizzare ma come motivo per ribellarsi. Un uomo può cambiare il mondo, ma se non riesce può dare il suo esempio. E’ questo che rende Nat Turner immortale, non tanto per la ribellione di un gruppo di afroamericani, ma per aver fatto capire alle nuove generazioni che chi la dignità umana doveva diventare un diritto.

Dopo un secolo e mezzo l’America sta salutando il primo afroamericano presidente degli Stati Uniti. Senza Nat Turner probabilmente non ci sarebbe mai stata opportunità per Barak Obama. Da quel giorno a oggi le cose sono nettamente cambiate.

Nat Turner: Birth of a Nation
Nat Turner: Birth of a Nation

… e ancora …

Per la Selezione Ufficiale saranno poi proiettati Louise en hiver di Jean-François Laguionie, Sing Street di John Carney (entrambi in collaborazione con Alice nella città) e The Last Laugh di Ferne Pearlstein.

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