Arrival – Gli alieni si rivelano – Venezia 2016

Arrival – Gli alieni si rivelano – Venezia 2016

Basato sul racconto Storia della tua vita di Ted Chiang, in concorso alla 73ª mostra internazionale del cinema di Venezia viene presentato il fantascientifico Arrival del regista Denis Villeneuve che ha come protagonisti Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker e Michael Stuhlbarg 

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Ci sono tanti film di fantascienza e tante opinioni di come possano essere gli alieni. Saranno buoni o cattivi? Verranno in pace oppure ci uccideranno tutti? Come potremo comunicare con loro? Infatti a ben vedere è la comunicazione il tassello mancante tra due etnie diverse. Una parola di troppo, un gesto diverso e la paura potrebbero snaturare il senso dell’incontro. Fraintendendo le parole o i suoni si potrebbe addirittura creare un clima di tensione pronto a causare una guerra non voluta, perché – si sa – il diverso fa sempre paura.

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Arrival – La storia

Arrival è un provocatorio thriller fantascientifico. Quando misteriose astronavi atterrano in vari punti del pianeta, una squadra speciale, diretta dalla linguista Louise Banks (Amy Adams), si riunisce per studiare la situazione. Mentre l’umanità è sull’orlo di una guerra globale, Banks e la sua squadra coadiuvata dallo scienziato Ian Donnelly (Jeremy Renner) lottano contro il tempo alla ricerca di risposte. Per trovarle Banks azzarda una scelta che potrebbe mettere in pericolo la sua vita e forse l’esistenza dell’umanità.

Jeremy Renner as Ian Donnelly in ARRIVAL by Paramount Pictures
Jeremy Renner as Ian Donnelly in ARRIVAL by Paramount Pictures

Arrival – Il film

“Sognavo di fare un film di fantascienza già dall’età di dieci anni – spiega il regista Denis Villeneuve, che si è letteralmente innamorato del breve racconto sui cui si basa Arrival, ‘Story of Your Life’ di Ted Chiang – credo che questo genere possieda il potenziale ed i mezzi per esplorare la nostra realtà in modo molto dinamico”.

La fotografia di Arrival è estremamente realistica, atmosfere molto cupe (di un’oscurità non terrificante ma che ha il sapore dell’ignoto) e colori molto spenti, ad eccezione delle tute arancioni della squadra in missione.

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In effetti però nel film non si parla esclusivamente di alieni. I temi che tratta sono diversi: la comunicazione, la morte, la ciclicità del tempo.

Il modo di comunicare con qualcuno / qualcosa che non si conosce e in quanto diverso è subito etichettato pericoloso è centrale. Infatti è la mancanza di comunicazione non solo tra chi è arrivato sul nostro pianeta, ma anche tra i vari presidenti che non riescono a gestire la situazione insieme. Ognuno vuole avere il potere sull’altro, nessuno vuole condividere le informazioni che ha con il prossimo.

“La storia contiene diversi elementi, uno di questi è quello conosciuto come l’ipotesi di Sapir-Whorf, che afferma che lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano è influenzato dalla lingua che parla – spiega Chiang – la protagonista della storia è una linguista che gradualmente impara il linguaggio alieno, che le cambia il modo di comprendere la sua vita”.

“Senza comunicare, si può scatenare il caos” afferma l’attore Forest Whitaker

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Un altro tema centrale è la morte e la relazione che l’uomo ha con essa. Mentre il panico dilaga tra gli umani, la professoressa Louis Banks pensa continuamente alla morte di sua figlia. Immagini della sua bambina e della sua rara malattia si alternano nella storia come se fossero la chiave principale del racconto (e in definitiva lo è).

Il film sembra diviso in due parti che si intersecano: da una parte la relazione di Louise con sua figlia e dall’altra la fantascienza.

“Cosa succederebbe se sapeste in che modo state per morire e quando morirete? – dice Amy Adams –  Quale sarebbe il vostro rapporto con la vita, l’amore, la famiglia gli amici e la vostra società? Essere maggiormente in relazione con la morte, in modo intimo con la natura della vita e le sue sfumature, ci farebbe diventare più umili. L’umanità adesso ha bisogno di questa umiltà. Ci troviamo in una era in cui regna il narcisismo. Siamo ad un punto in cui siamo pericolosamente scollegati alla natura. Questo è ciò che il racconto breve ha significato per me – un modo per tornare ad avere un rapporto con la morte, la natura e il mistero della vita”.

Amy Adams (grande protagonista del festival di Venezia grazie anche all’altro film in concorso Nocturnal Animals) ha reso il personaggio di Louise pieno di profondità, umanità e una bellissima vulnerabilità. Una donna malinconica ma coraggiosa.

Amy Adams as Louise Banks in ARRIVAL by Paramount Pictures
Amy Adams as Louise Banks in ARRIVAL by Paramount Pictures

Arrival – Dati Tecnici

VOTO: 8

TITOLO: Arrival

USCITA ITALIANA: giovedì 24 novembre 2016

DISTRIBUZIONE: Warner Bros

PAESE e ANNO: Usa 2016

DURATA: 116 minuti

GENERE: Fantascienza

REGIA: Denis Villeneuve

con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker e Michael Stuhlbarg

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