Lights Out – Cosa si cela nel buio?

Lights Out – Cosa si cela nel buio?

Lights Out – Recensione

Se non siete mai andati sul canale YouTube di David Sandberg vi siete persi uno dei più paurosi cortometraggi horror mai realizzati. E si da il caso che quel cortometraggio della durata di tre minuti si intitolasse proprio “Lights Out”. Coincidenze? Nient’affatto, perché James Wan in persona, dopo averlo visto, ha contattato il giovane regista svedese e gli ha proposto di far diventare quel corto un film vero e proprio. Così, con l’aiuto dello sceneggiatore Eric Heisserer, David Sandberg ha costruito intorno alla sua idea di un’entità che si muovesse nel buio un intreccio famigliare complicato, che ha come protagonisti una madre mentalmente instabile e i suoi due figli.

Lights OutRebecca è una ragazza indipendente, che ha vissuto l’abbandono del padre quando aveva 10 anni ed è andata a vivere da sola sei anni dopo, quando il rapporto con la madre Sophie si è incrinato a causa di strani avvenimenti durante la notte. Ma l’entità che la tormentava ora è riapparsa, e sembra avere un misterioso legame proprio con la madre: così, quando scopre che adesso la vittima degli eventi inspiegabili e terrificanti è il fratellino Martin, Rebecca decide che è ora di scavare a fondo nel passato di Sophie, e che è arrivato il momento di affrontare l’oscura presenza che si cela negli angoli bui della casa.

Quante volte, spegnendo la luce in camera o in salone, vi è capitato di scorgere qualcosa nel buio, salvo poi scoprire essere un cappotto, un maglione poggiato sulla sedia o una piega della tenda? Avrete tirato un sospiro di sollievo, ma senza dubbio sarete andati a dormire con una lieve punta di angoscia che vi attanagliava. Perché la paura del buio è qualcosa che si sente nelle ossa, è una di quelle paure che l’uomo ha fin dalla notte dei tempi. E “Lights Out” attinge a piene mani da questa paura, facendoci vivere l’incubo più grande della nostra infanzia: c’è qualcuno nel buio, una presenza che scompare non appena accendiamo la luce, per poi riapparire nel medesimo punto, come nulla fosse successo, quando spegniamo l’interruttore. E Diana, questo il nome dell’entità, è così terrorizzante poiché fatta della stessa materia di cui sono fatti gli incubi.

Lights OutLa storia racconta di una famiglia spezzata, una famiglia in cui le persone, pur amandosi, sono costrette ad allontanarsi, a vivere separati e a non avere rapporti. Ma Diana continua a perseguitarli, e Rebecca, per proteggere Martin, deve fronteggiare il terrore che l’ha perseguitata quand’era solo una bambina, e sconfiggendolo potrà liberare Sophie dalla maledizione che la tormenta da molto tempo.

In tutto questo, il regista David Sandberg si muove a suo agio con la macchina da presa (nonostante “Lights Out” segni il suo esordio alla regia in un lungometraggio). Un film che fa paura, e che deve sicuramente la sua ottima riuscita alla sapiente gestione delle luci: Diana è sempre mostrata come una silhouette nera, senza mai essere illuminata direttamente, e si muove oltretutto in zone poco illuminate, in cui anche un solo errore nel posizionamento di una luce sarebbe potuto costare caro alla riuscita della scena.

Il film arriverà nelle sale il 4 Agosto, e siamo sicuri che uscendo dal cinema vorrete avere una torcia a portata di mano anche solo per raggiungere la vostra macchina.

P.S.: se non l’aveste ancora fatto, recuperate i corti di Sandberg su YouTube. Terrore allo stato puro, consigliati anche all’amante dell’horror più esigente.

Voto 7,5

LIGHTS OUT – TERRORE NEL BUIO

REGIA: David F. Sandberg
SCENEGGIATURA: Eric Heisserer
DURATA: 81’
GENERE: horror
ANNO: 2016
PAESE: USA
CASA DI PRODUZIONE: Atomic Monster, Grey Matter Productions, New Line Cinema
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Warner Bros. Pictures
FOTOGRAFIA: Marc Spicer
MUSICHE: Benjamin Wallfisch
MONTAGGIO: Kirk Morri
CAST: Teresa Palmer, Maria Bello, Gabriel Bateman, Billy Burke, Alexander DiPersia, Lotta Losten

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