It Follows – il lento incedere della paura

It Follows – il lento incedere della paura
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Dopo aver visto It Follows, esci dalla sala e pensi: “Che peccato, poteva essere… E invece non è stato. Poteva terrorizzarmi, e invece non mi ha terrorizzato”. Forse il problema sta nell’aver realizzato un film a metà: c’erano una volta gli “slasher”, dove un pazzo maniaco andava in giro ad accoltellare povere e ignare vittime, spesso e volentieri coppiette còlte di sorpresa durante gli amoreggiamenti; c’erano una volta quegli horror un po’ più psicologici, quelli in cui i legami tra i personaggi costituivano una parte fondamentale della narrazione. Ecco, quando decidi di fare un horror, forse è meglio scegliere quale via intraprendere, perché fare un po’ e un po’, lasciare le cose a metà, nella maggior parte dei casi è un atteggiamento che non premia. Ed è questo il caso di It Follows.

it followsLa storia è quella di Jay, diciannovenne bella e spensierata, che dopo aver fatto l’amore con un ragazzo conosciuto da poco, viene informata da quello del fatto che proprio a causa dell’atto sessuale d’ora in poi un’entità demoniaca la seguirà, lentamente, in qualsiasi luogo lei si recherà. Se l’essere, il quale si presenta sotto forma di persone care alla vittima, dovesse riuscire ad ucciderla, esso tornerà dal precedente “possessore”: unico modo per liberarsene è passarlo a qualcun altro facendoci sesso (e sperando che poi quello non venga ucciso).

La premessa era di quelle importanti: un essere totalmente sconosciuto, che non si sa da dove venga, perché uccida, perché sia una sorta di malattia sessualmente trasmissibile. Un demone che ti segue lentamente, compare quando meno te l’aspetti, quando pensi di essere al sicuro nel tuo giaciglio, e invece ti comincia a bussare insistentemente alla porta. È grazie a tutto questo che la dose di ansia che permea il film risulta notevole; anzi, lode al regista David Robert Mitchell per aver rimosso dal film tutti quegli odiosi e gratuiti sobbalzi dalla sedia che creano tanta paura quanta ne hai quando ti cade l’orologio subacqueo nella vasca da bagno. Il problema è che nessuno dei due aspetti principali del film viene preso seriamente in considerazione: né la psicologia dei personaggi, tutte quelle problematiche legate alla scoperta della sessualità, dell’essere indipendenti e sicuri di se stessi, né tantomeno questa entità demoniaca, che dovrebbe essere il fulcro del film, un rifornitore ansiogeno della narrazione, ma che presto diventa un semplice stalker.

it followsTuttavia, vanno sottolineati come punti a favore del film (che in fin dei conti risulta comunque godibile) due elementi. Uno di questi è senz’altro la messa in scena: le scelte registiche sono sempre azzeccate, alcune veramente importanti per l’atmosfera che creano, come ad esempio l’utilizzo del ralenti quando compare l’entità in un paio di scene, il che può sembrare un controsenso e invece non fa altro che aumentarne il carico emotivo. L’altro aspetto, invece, è la colonna sonora: la musica è ridotta al minimo, ma quando compare è devastante: una colonna sonora elettronica, realizzata per la maggior parte al sintetizzatore, che costituisce un valore aggiunto fondamentale per la buona riuscita delle scene più angoscianti del film.

VOTO: 6,5

IT FOLLOWS – al cinema dal 6 Luglio 2016

REGIA: David Robert Mitchell

SCENEGGIATURA: David Robert Mitchell

DURATA: 94’

ANNO: 2014

PAESE: USA

CASA DI PRODUZIONE: Animal Kingdom, Northern Lights Films

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Movies Inspired

FOTOGRAFIA: Mike Gioulakis

CAST: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Daniel Zovatto, Jake Weary, Olivia Luccardi, Lili Sepe

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