The Boy, lo sguardo della bambola

The Boy, lo sguardo della bambola

Il trailer di The boy ha fatto impazzire la rete inquietando e facendo già parlare da sé. Le aspettative sono quindi molte alte.

Protagonista della storia è Greta (Lauren Cohan), che fuggendo da un passato doloroso, decide di recarsi a Londra dagli Stati Uniti, accettando il lavoro come badante al figlio di otto anni di una ricca famiglia.

Scopre con sua enorme sorpresa che loro figlio, Brahms, non è altro che un bambolotto.

La coppia affida a Greta la casa con il figlio per due settimane, lasciando dieci regole per prendersi cura di Brahms da seguire rigorosamente.

Greta pensa che per due settimane non dovrà fare assolutamente nulla, ma Brahms non accetta di buon grado la noncuranza della sua badante.

Ci sono alcuni elementi nella tradizione horror che hanno sempre avuto un certo effetto: pagliacci, carillon, sedie a dondolo in legno, altalene vuote e bambole ne sono alcuni esempi. La bambola porta con sé un’aura sinistra e inquietante, così come il pagliaccio. Non è un caso infatti che con Chucky e It siano aumentate le due fobie legate a questi personaggi, la pediofobia e la coulrofobia.

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Lo sguardo vuoto di Brahms, umanizzato dalla nostra mente, sembra osservarci, scrutarci, aspettare qualcosa. Il trailer è infatti assolutamente vincente.

Il film è ben fatto e probabilmente il miglior risultato del regista William Brent Bell, che sa costruire una trama e i personaggi con molta calma e lungimiranza, essendo molto paziente nell’entrare nel vivo dell’orrore. Una qualità rara nei film horror è proprio il saper creare il giusto contesto per legittimare un qualcosa di spaventoso, così spesso si ricorre ai soliti mezzi per far sobbalzare gli spettatori in sala senza poi però riuscire ad inquietarli davvero.

The Boy riesce a creare una bella aspettativa e lo fa a lungo, coi suoi tempi.

Un colpo di scena lodevole nel finale cambia tutte le carte in tavola all’improvviso e catapulta The Boy in una dimensione diversa, più vicina al genere slasher, il che è assolutamente inaspettato e imprevedibile.

L’unico, ma rilevante, difetto del film è il rifarsi a una tradizione horror ormai stantia. Siamo in grado di prevedere troppe cose, siamo già in grado di decifrare quale è la realtà e quale il momento onirico, i personaggi che andranno incontro a una determinata sorte e quali no. Vengono rispettate troppe regole, e quindi The Boy riesce ad aggiungere ben poco a un genere fin troppo abusato.

Resta comunque un bel film da vedere, sicuramente chi ha meno esperienza con i film di genere, riuscirà ad apprezzarlo infinitamente di più inquietandosi e venendo sorpreso.

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“La paura del pericolo è diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: il peso dell’ansia ci pare più greve del male temuto.”

Daniel Defoe

VOTO: 6 ½

The Boy
REGIA: William Brent Bell
SCENEGGIATURA: Stacey Menear
PRODUZIONE: Lakeshore Entertain, Vertigo Entertain
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
DURATA: 97’
FOTOGRAFIA: Daniel C. Pearl
CAST: Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle

DATA DI USCITA: 12 Maggio

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