Il Ministro – Un piccolo gioiello, capace di mettere in scena un vero vampiro.

Il Ministro – Un piccolo gioiello, capace di mettere in scena un vero vampiro.

In sordina, a piccoli passi, girato in sole tre settimane, con poco budget, arriva nelle nostre sale un piccolo gioiello italiano: Il Ministro

La regia molto semplice di Giorgio Amato è un rafforzativo alla storia, viene esaltato il tema che tutta l’Italia recrimina ma nessuno è in grado di mostrare in maniera così palese: la sporcizia che sta alla base del potere. La corruzione che permea nelle case, nelle famiglie e che è disposta a tutto. Coloro che giostrano il potere non hanno pudore, non sono interessati al mezzo e nemmeno alla verità. Vogliono solo arraffare tutto: denaro, droga, persone, cuori, anime. Tutto. E basta aprire la porta a un ministro, dargli un attimo di spago per capire che è entrato un vero vampiro, capace di succhiare tutta la linfa vitale di chi lo sta ospitando, anche le loro idee, anche la loro coscienza.

E poi ci sono i sudditi, i servi della gleba che abbassano la testa e si piegano, anche a novanta gradi, solo per avere un favoritismo, solo per respirare aria meno torbida di quella che si respira nei bassifondi, solo per poter dire “anch’io valgo”. E se il valore dell’individuo si associa al denaro, se lavorare porta il marchio della mazzetta, se i sentimenti vengono schiacciati dall’ipocrisia, se l’amore per gli altri e per se stessi viene buttato nella spazzatura come se fosse il cadavere di un coniglio, allora non c’è possibilità per questo mondo. Non c’è via di fuga. Non c’è catarsi per il pubbico.

E non si parla di fantascienza, ma della realtà, tangibile e credibile. Nessuno si salva, nessuno ha la coscienza pulita, nemmeno la cameriera che ha bisogno del lavoro per riuscire ad ottenere la custodia dei suoi figli. Nemmeno la scorta (poliziotti) che arraffa un centinaio di migliaia di euro dalla valigetta del ministro (chi ruba una mazzetta è pur sempre un ladro) – scena tagliata ma ben comprensibile dall’inquadratura della valigetta semivuota nel finale. Nessuno si salva. Nessuno. Tutti cedono al potere, alla ripicca, all’immoralità.

Chiedo al regista Giorgio Amato se il suo scopo sia dare un messaggio al pubblico. Mi risponde che non vuole dare messaggi ma non sopporta l’indifferenza. Sicuramente indifferenti non si può uscire dalla sala perché mentre si ride per le situazioni buffe e si è in tensione insieme al protagonista, sale la rabbia, l’indignazione e anche un po’ l’irritazione per quella situazione troppo reale, troppo sentita e conosciuta.

Il disappunto è la pochezza della gente, la scarsa moralità intesa nel lato più puro del termine. Si sa già che alcuni, vedendo un uomo circondato da tre donne di etnie diverse, diranno “beato lui” e sono proprio quelle persone che nella situazione in cui si trova il ministro farebbero esattamente come lui. Incuranti del fatto che pagare per avere delle donne non è averle, incuranti del fatto che essere assecondati su ogni argomento non è avere ragione, incuranti del fatto che i soldi che vengono rubati non sono i propri.

Il Ministro grida la verità di questa Italia con un’ottima dose di ironia e di sensualità, grazie alla recitazione impeccabile degli attori: Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Edoardo Pesce, Jun Ichikawa Ira Fronten. Nel ruolo del ministro Fortunato Cerlino che nonostante sia il protagonista viene letteralmente schiacciato dall’esuberanza del popolo che vorrebbe ammaestrare. E se fosse questa la chiave di lettura per tutti noi? Se riuscissimo a capire che tutti insieme, portando fieri i valori e i principi sani che diventano una spada tagliente, potremmo sconfiggere il più grande dei poteri? Potremmo, così, essere finalmente uomini e donne liberi dalla schiavitù della politica?

Il Ministro è una black comedy che tutti dovrebbero vedere. Il Ministro ci insegna tante cose, soprattutto che prima o poi, se ammazziamo le nostre idee, la nostra anima e i nostri valori, faremo tutti la fine del coniglio arrosto sommerso dalle patate.

Titolo: Il Ministro

Data di uscita: 5 maggio 2016

Produzione: Golden Production

Distribuzione: Europictures

Genere: Black Comedy / Commedia Nera

Regia e sceneggiatura: Giorgio Amato

Cast: Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Fortunato Cerlino, Edoardo Pesce, Jun Ichikawa Ira Fronten

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