Mister Chocolat, il bianco e il nero

Mister Chocolat, il bianco e il nero

Mister Chocolat è un film francese in uscita nella sale italiane il 7 Aprile.

Ambientato tra le fine dell’800 e inizio del ‘900, racconta la vera storia di Rafael Padilla, primo uomo di colore ad avere interpretato un clown circense e definito nella Francia per bene “artista”.

 

Inizialmente Rafael si esibisce in un circo come cannibale, un pericoloso uomo nero scovato in qualche luogo Africano capace di uccidere e mangiare persone. Spaventa i bambini, gli adulti vengono stupiti e lo spettacolo funziona, a differenza dei numeri del talentuoso George Footit, un celebre clown che non riesce più a essere originale come un tempo.

Vedendo Rafael, Footit partorisce un’idea che li renderà ben presto ricchi e famosi in tutta Parigi: un duo di clown, nella stessa scena.

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Una novità inesplorata che rivoluziona la comicità clownesca per sempre. Footit è il pagliaccio Bianco mentre Rafael, che nel frattempo cambia nome in Chocolat, è il pagliaccio Augusto, quello impacciato e goffo. I numeri che eseguono sono molti e svariati, ma la sostanza è sempre la stessa: Footit rincorre Chocolat per colpirlo.

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Quella che sembra una lieta e vincente scalata al successo, ben presto si rileva per quello che è davvero: una storia di razzismo.

La società francese che sembra osannare Chocolat concedendogli lussi e donne, è pronta ad accettarlo come uomo, oltre che come clown nero che prende calci e schiaffi? È pronta a trattarlo alla pari, da uomo libero, uguale a tutti gli altri?

La risposta è no e ben presto Choclat inizia a rendersene conto, sentendosi sempre più stretto nel ruolo ritagliatogli dal suo sincero amico Footit. Non importano le ricchezze e la fama, la dignità non ha prezzo.

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Mister Chocolat è un film che sa usare abilmente la metafora del bianco e del nero, del dualismo. Footit e Chocolat, uomo bianco e africano che sono all’esterno l’opposto di quello che sono all’interno: Footit è un celebre pagliaccio che dedica la vita alla risata, ma lontano dal palco è un uomo solo, oscuro, triste, metodico e lontano dal vizio; al contrario Chocolat è ben felice di essersi distaccato dalle proprie radici fatte di schiavi e padroni, si gode la vita prendendo da essa tutto ciò che può abbandonandosi ai piaceri dell’alcol e del gioco d’azzardo.

Il personaggio di Chocolat è vero e completo, mostrato in tutta la sua fierezza di essere umano che cerca il diritto alla dignità e l’uguaglianza, ma anche un uomo fatto di limiti, vizi, debolezze e un carattere talvolta inaffidabile. Non è una vittima e non è un eroe. È Chocolat.

 

Durante la conferenza stampa il regista Roschdy Zem svela il metodico lavoro fatto da uno storico per la ricostruzione di Rafael Padilla, personaggio assolutamente interessante e poco conosciuto che ha ripreso vita grazia a questo film. Per il ruolo confessa di non aver avuto scelta che non Omar Sy, per il quale spende ottime parole, sia a livello professionale che personale. “E’ l’uomo di colore più amato dai francesi in questo ultimo periodo ed era l’unico che poteva supportare il peso della produzione che abbiamo avuto alle spalle”.

 

Degna di nota la prestazione di James Thierree, magnetico e profondo ha rischiato di catturare la scena all’attore protagonista.

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Trama convincente e avvincente, tema d’interesse e film d’intrattenimento, prodotto assolutamente risuscito, anche grazie a un reparto tecnico senza difetti. Consigliato a tutti.

REGIA: Roschdy Zem
SCENEGGIATURA: Cyril Gely
MUSICHE ORIGINALI: Gabriel Yared
CAST: Omar Sy, James Thierree, Clotilde Hesme, Olvier Gourmet, Federic Pierrot, Noemie Lvovsky

 

“Io appartengo a l’unica razza che conosco, quella umana.”

Albert Einstein

 

 

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