UN PAESE QUASI PERFETTO – CERCANDO LA VERITA’

UN PAESE QUASI PERFETTO – CERCANDO LA VERITA’

Si parla tanto di fuga di cervelli, di giovani promesse italiane che vanno ad allargare il plafond delle eccellenze estere. Ci scandalizziamo, battiamo i pugni, eppure succede in continuazione e i giovani se ne vanno, lasciando l’Italia ad essere un paese senza risorse e senza giovani.
Questo è uno scenario futuristico e spero che non si avveri ma in effetti, se ci pensiamo a fondo, questo fenomeno è iniziato tantissimi anni fa, non era un’emigrazione verso l’estero (in parte anche), ma una emigrazione dal Sud verso il Nord, dai paesotti delle montagne alle grandi città. Piano piano questo fenomeno diventato sempre più presente e pressante, ha lasciato paesini dell’entroterra lucana o calabrese, per esempio, isolati dalla “movida” cittadina, dai cambianti culturali, spesso anche dal lavoro e dalle strutture essenziali, come gli ospedali.
Sembra quasi impossibile, per chi ha sempre vissuto in città, pensare di poter vivere in un posto così. Ovviamente si va in Thailandia a cercare la pace, ma pensare di trovarla dietro casa nemmeno per idea.

Improvvisandosi giocatori di Cricket

Poi ci sono invece quelli che nonostante il progresso e la velocità con cui si rincorre il futuro, non vogliono cedere e piantano i piedi per non andare via, per rimanere a tutti i costi, per non far morire la propria cittadina.
E se queste due visioni si incontrassero? Se un chirurgo estetico abituato al lusso e al divertimento fosse costretto a vivere per un mese in un paese lucano in cui si va a piedi, al massimo in bicicletta, dove esiste solo un ristorante e dove si contano solo 120 anime?

SIlvio Orlando e il paese quasi perfetto

Il dottore, Gianluca Terragni, (Fabio Volo) è costretto a fare il medico condotto per gli abitanti di Pietramezzana per un mese, per evitare una grossa multa; i “pietramezzanesi” con a capo un agguerrito sindaco (Silvio Orlando), architettano un piano per far rimanere il chirurgo nel loro paese, fargli firmare un contratto quinquennale e così avere le carte in regola per far costruire una fabbrica proprio lì, nella loro città. Una grossa impresa infatti aveva promesso loro che se nel paese avessero avuto un medico condotto avrebbero potuto aprire la fabbrica chiedendo i soldi alla comunità europea. Ovviamente i paesani che ormai vivono in cassa integrazione da anni vedono in quella promessa un’occasione ghiotta e in Gianluca la loro speranza.
Qualsiasi mezzo è lecito per accaparrarsi le simpatie del dottore: trasformare il loro sport preferito in cricket, cucinare il sushi non sapendolo nemmeno pronunciare, origliare tutte le sue telefonate per sapere esattamente i suoi gusti, fargli credere che il paese sia fortunato, che tutti lo amino e che è il posto perfetto in cui vivere.

Fabio Volo, Silvio Orlando, Carlo Buccirosso

La verità quindi ha un prezzo? Esistono davvero le bugie bianche? Oppure quando si mente a una persona è comunque un errore, a prescindere dal motivo?
I genitori insegnano a non mentire eppure sono i primi a farlo con i bambini per evitare loro sofferenze, i politici dovrebbero essere chiari eppure ci danno il benservito dopo aver quasi complottato contro di noi, tra fidanzati non si confessano i propri difetti per paura di perdere la persona che si ama. Si può mentire quindi per un bene più grande? Per un disegno più ampio? Oppure alla fine tutte le bugie vengono a galla, e anche se non si sanno esattamente i fatti, il mondo che si era creato intorno a quelle menzogne diventa arido?
La verità nel film è rappresentata dall’unica giovane donna che vediamo nel paese: Anna, interpretata da Miriam Leone. Eppure lei, per quanto contraria al castello di falsità che stanno costruendo, non fa niente, non tradisce i propri amici ma nemmeno sussurra la verità all’uomo che le piace. Si limita a stare in disparte. La “Verità” rimane a guardare gli esseri umani che si distruggono l’un l’altro. Quando la solidarietà, che viene fuori solo nel finale, avrebbe potuto risolvere ogni cosa fin dall’inizio. Forse dalla Sincerità ci si aspettava di più.

Miriam Leone e Silvio Orlando

Basato sul film La grande seduction, scritto da Ken Scott, diretto da Jean-François Pouliot, la trasposizione italiana Un paese quasi perfetto è ricco di gag e ben recitato. La regia di Massimo Gaudioso è molto semplice, descrive bene i paesaggi e arriva veloce nelle parti comiche. Un po’ frettoloso nel finale, ma comunque godibile in ogni suo aspetto.

Dal 24 marzo al Cinema

Regia: Massimo Gaudioso

con Fabio Volo, Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Miriam Leone

Una produzione Cattleya con Rai Cinema

Distribuzione 01 Distribution

Durata 92’

Vedi il trailer

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