KUNG FU PANDA 3 – L’animazione che fa da maestra

KUNG FU PANDA 3 – L’animazione che fa da maestra

Dopo la nomination agli Oscar® come miglior film di animazione e 10 Annie Awards per Kung Fu Panda, seguito dalla nomination agli Oscar® come miglior film di animazione e 2 Annie Awards incluso quello a Jennifer Yuh Nelson per la miglior regia per Kung Fu Panda 2, siamo arrivati al terzo capitolo della saga di Kung Fu Panda, dove Po, il pasticcione orso bianco a macchie nere, ormai diventato Guerriero Dragone, sarà alle prese con una nuova sfida, l’ultima e forse anche la più difficile “cercare il vero io, il potere del sé”. E’ la prima produzione al mondo a dar vita a due film differenti, con il labiale in inglese e in mandarino, ma con la stessa storia.

KFP3_sq500_s34_f140_FINIl padre biologico di Po, scomparso da tempo, appare all’improvviso e i due possono finalmente riunirsi e soprattutto Po potrà conoscere la sua razza, perché il suo babbo – che non è altro che Po più adulto – lo porta nel paradiso segreto dei Panda. Tutto questo accade perché Kai, sentitosi tradito dal suo ex compagno di avventure, la saggia tartaruga Oogway, ruba i “Chi” (leggesi Ci) di tutti i guerrieri più forti, accrescendo il suo e diventando invincibile. Ma Po non conosce la parola impossibile, lui deve diventare eroe conoscendo se stesso e la sua vera natura di Panda, solo così potrà annientare Kai.

EVOLVERSI

KFP3_sq2600_s53.5.pub_f125_4K_RGB_FINUscire dalla propria confort zone è sempre complicato, anche per chi ha fatto tanta strada da ciò che era. Però non si finisce mai di imparare. Po, infatti, da panda pasticcione è passato a Guerriero Dragone e si è fatto apprezzare dai suoi colleghi e amici, ma ora sarà alle prese con l’insegnamento.

“Se fai solo quello che sai fare, non sarai più di quello che sei ora”, questa una delle frasi dominanti del film.

Ma la base deve essere l’io, bisogna aumentare la consapevolezza di chi si è per poter diventare grande in ciò che si vuole.

“Tutti vogliono scoprire cosa li rende unici e sfruttare questa scoperta per diventare persone migliori” afferma la regista Jennifer Yuh Nelson.

Po in effetti era un nerd che sapeva perfettamente aiutare il suo padre adottivo (un’oca) nel suo ristorante, portando milioni di piatti e afferrando polpette al volo, ed è stato proprio questo suo modo di essere e queste sue abilità a trasformarlo, pian piano, in un Guerriero Dragone, adattando ciò che sapeva fare al contesto, ovviamente con tanto allenamento.

Quando è costretto ad insegnare però, dopo aver distrutto in cinque minuti tutta la sala per gli allenamenti e aver messo in pericolo la vita dei suoi amici, si riabbatte, pensa di non essere all’altezza.

“Il lato che amo più di Po – spiega la regista Jennifer Yuh Nelson – è il suo immenso entusiasmo […], mette tanta passione per qualsiasi cosa. […] Se seguiamo il nostro cuore tutto è possibile”

Angelina Jolie Pitt che dà voce a Tigre spiega “Il film ci dice che non abbiamo bisogno di imitare gli altri; dobbiamo concentrarci su chi siamo noi e sulla nostra crescita personale. Questo vale per tutti. Cerchiamo sempre la parte migliore di noi stessi e il nostro centro”.

Quindi l’arrivo di suo padre, il panda Li, è perfetto per capire chi realmente Po sia.

I DUE PADRI.

KFP3_sq500_s75.3_f106_FINNonostante se ne parli molto in Italia adesso, in America avere due padri è un concetto ormai sorpassato, dato per scontato e non più scandaloso. Alessandro Carloni, l’italianissimo co-regista di Kung Fu Panda 3, alla conferenza stampa rimane stranito dall’affermazione, perché ormai adottato dalla Dreamworks americana non è più avvezzo alla nostra chiusura mentale su questi temi. “Ormai, dice, è un dato di fatto che una persona possa avere due padri. Po, il panda, ama enormemente il suo padre adottivo [l’oca Mr Ping], ma non condivide i suoi ideali, si sono accettati così come sono, mentre quando arriva il padre biologico, Li, c’è una sintonia incredibile, tutti riconoscono all’istante che siano padre e figlio.” Il regista spiega inoltre che nei film di animazione spesso è la madre a mancare o a morire, perché nel cuore di ognuno di noi quando c’è la madre si sa che ci sarà sempre qualcuno che proteggerà le sorti del protagonista, ma quando manca la mamma e c’è solo il padre si sta all’erta e forse qualcosa potrebbe andare storto.

Una scena che commuove è quella di Mr Ping, geloso dell’arrivo del vero padre di Po, si rende conto che la felicità di suo figlio è quello che conta, ed è inutile pensare che il nuovo padre lo ruberà a lui. Il panda Li sarà solo un valore aggiunto nella vita del “ragazzo”. “Ha bisogno di entrambi” dice.

Si avvia il dibattito. Già qualche politico, come Mario Adinolfi, in prima fila per i valori della famiglia tradizionale e uno dei più agguerriti al Family Day, critica il film dicendo che può dare un cattivo esempio ai bambini.

Staremo a vedere.

CONCLUSIONE.

KFP3_sq6009_s1.001_FINI film di animazione insegnano, sia ai piccini che ai grandi, grandi valori. Danno dei messaggi chiari, positivi e che tutti possono cogliere con facilità. Questo è un grande traguardo raggiunto dai cartoon, prima ad appannaggio solo dei più piccoli ma adesso fonte di insegnamento anche per gli adulti. L’animazione fa da maestra in ogni cosa, è avanti anni luce da ciò che può essere bigotto, vede la vita come qualcosa di concreto che si deve coltivare ed esalta i valori positivi dell’amicizia, della famiglia e della volontà interiore. Nel mondo dell’animazione tutto è possibile, e anche nella vita vera, basta solo crederci.

 KUNG FU PANDA 3 diretto da Jennifer Yuh Nelson e Alessandro Carloni è prodotto dalla DreamWorks ed esce il 17 MARZO distribuito da Twentieth Century Fox.

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=E0GZeXxn9mQ

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