Lo chiamavano Jeeg Robot: una speranza per Roma!

Lo chiamavano Jeeg Robot: una speranza per Roma!

Forse sì, la soluzione di Gabriele Mainetti è l’unica vera possibilità di salvezza per la città di Roma: un supereroe che possa combattere il male, affrontare la criminalità a volto scoperto e ridurre in cenere la struttura su cui si poggia Mafia Capitale.

Enzo (Claudio Santamaria) è un ladruncolo senza ispirazione che vive di espedienti nella solitudine del suo monolocale a Tor Bella Monaca. All’improvviso però si ritrova ad essere invincibile, dotato di una forza sovrannaturale che gli consente di sopravvivere nella giungla criminale dell’Urbe. In breve tempo diventa quindi “il Super criminale”, un anti-eroe conosciuto da tutti grazie a dei video virali sul web e viene contattato dallo Zingaro (Luca Marinelli), il capo di una batteria romana in guerra con dei camorristi.

Abbandonate le tinte borghesi ed intellettualistiche dei salotti filmati da Sorrentino ne La Grande Bellezza, ultimamente i registi che ambientano le loro storie a Roma non si fanno scrupoli a mostrare l’altra faccia della medaglia capitolina. Il meraviglioso sedimentarsi di arte e storia sul medesimo suolo ha infatti portato, nei secoli, alla nascita di una città senza tempo in cui ancora è vivo il ricordo di un passato che fu. Questo eroico passato però stride fortemente con lo squallore di un presente che sta corrodendo la capitale in ogni suo angolo.

Ed esempi forti di questa tendenza realistica fortemente pessimistica sono stati, negli ultimi mesi Non Essere Cattivo del compianto Claudio Caligari e Suburra di Stefano Sollima.

Gabriele Mainetti, al suo primo lungometraggio da regista, riesce quindi ad inserirsi in una tendenza critica molto forte, nonostante il suo film sia tutt’altro che realistico.

Egli ha il merito di portarsi a casa un risultato importante, imponendosi con un genere che storicamente ha il marchio a stelle e strisce. Riesce a rispettare tutti i canoni del superhero movie non ricercando in maniera univoca l’effetto speciale spiazzante, ma basandosi soprattutto sulla costruzione di personaggi ben tratteggiati ed ancor più sulla capacità dei due attori principali di evidenziarne le caratteristiche più grottesche.

Quindi basta scandali politici, basta affittopoli, basta alle egemonie del Carminati di turno, basta buche su strada e, soprattutto, basta code sul Raccordo. Jeeg Robot pensaci tu!

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