Lettere da Singapore
Il mondo salvato dai ragazzini
2 Novembre 2021

Lettere da Singapore

di Redazione Bambini

Condividi:

La nostra reporter italiana Benedetta, ogni mese illustrerà vita, usi, costumi, curiosità della Repubblica di Singapore, quarto principale centro finanziario del mondo.

Se volete scrivere a Benedetta questo è l’indirizzo a cui mandare le vostre e.mail:

[email protected]

«Ho dodici anni e vivo a Singapore da tre mesi per via del lavoro di mio padre.

Singapore è una città-Stato situata in Asia. Prima faceva parte della Malesia ma da 56 anni è indipendente.

E’ una delle cosiddette “Tigri asiatiche” (insieme a Taiwan, Corea del Sud e Hong Kong), con cui si indicano quattro Paesi che hanno avuto un grande e veloce sviluppo dell’economia negli ultimi decenni.

Per quanto riguarda la scuola, la mia è multiculturale, ovvero ci sono bambini di tante nazioni diverse che per parlare tra di loro e con i professori usano solo l’inglese. La maggior parte dei miei compagni di scuola proviene dalla Cina. Le regole per il Covid sono molto rigide a scuola, infatti ogni mattina bisogna misurarsi la temperatura e inoltre al ritorno dalle pause didattiche bisogna andare a fare un tampone. Non si può mangiare al tavolo con bambini di altre classi per non “mescolarsi”. La mascherina va indossata sempre, anche all’aperto, anche durante lo sport.

Sin dall’inizio dell’epidemia Singapore ha sempre avuto pochissimi, quasi zero, contagi al giorno. Invece adesso sono aumentati molto e quindi la città si è trovata in difficoltà.

Una delle prime cose che hanno fatto è stato l’obbligo delle mascherine anche all’aperto, hanno anche messo l’obbligo di circolare solo in due, tutto questo per via di 3.000 casi al giorno. 

In questo periodo un ragazzino della mia età non può fare sport, se non è vaccinato non può andare al centro commerciale, cinema, ristoranti e anche in altri posti ( volevo andare su un’attrazione ma visto che mancano pochi giorni alla mia “immunità” mi hanno detto che non potevo salire anche se stavo da sola). Si può uscire solo con un amico alla volta, sempre per il motivo delle due persone. Per fortuna si vive all’aperto nei giardini e nelle piscine dei condomini perché qui è sempre estate. Un altro particolare è che in ogni condominio, piccolo o grande, si può trovare uno spazio dedicato ai bambini, ad esempio un parco giochi. Questo è bello.

Le differenze con le scuole italiane sono varie. La prima differenza è la lingua infatti in Italia parlo italiano invece qui a Singapore inglese. Un’altra differenza sono i vestiti/accessori, infatti ci sono rigide regole sull’indossare divise, non ci si può truccare, portare scarpe con il tacco e non ci si può tingere capelli con colori troppo appariscenti.

Però rispetto alle scuole italiane gli istituti sono più curati (in modo estetico), sono attrezzati di maggior materiale “moderno”, infatti ogni classe ha a portata di mano dei computer da utilizzare nelle lezioni, inoltre nella mia scuola c’è anche il programma “mother tounge”, in pratica consiste nel fare la propria lingua anche se non si sta nel proprio paese, infatti 4 ore a settimana stiamo con una professoressa italiana che non ci fa dimenticare le nostre origini. Un’altra differenza è che qui si festeggiano le festività tutte le religioni, cristiane buddiste indù e musulmane, quindi ci sono molte più vacanze!

Anche se Singapore è una bellissima città, mi manca molto l’Italia, i miei amici e la mia scuola. L’Italia è un Paese con molte più tradizioni e bellezze rispetto a dove mi trovo. Quindi a tutti quelli che sono in Italia dico: non buttiamoci giù!!!»

Benedetta Luciani, 12 anni