La scuola deve cambiare!
Il mondo salvato dai ragazzini
25 Ottobre 2021

La scuola deve cambiare!

di Redazione Bambini

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Dal 1994 ogni anno il 5 ottobre si celebra la Giornata mondiale degli insegnanti per sostenere le organizzazioni di insegnanti di tutto il mondo, affinché i bisogni delle future generazioni continuino ad essere garantiti dai loro docenti.

I nostri redattori Flavio, Angelo e Matteo, ognuno a modo suo, ma in una comune visione provocatoria, hanno commentato il loro significato di educazione scolastica. 

Invito i lettori a raccogliere l’opportunità di leggere parole e pensieri di” ragazzini” su un tema tanto attuale e presente sui media, quanto profondamente sentito dalla società civile.

«La scuola…la cosa che mi verrebbe da dire è che è una grande noia. Molti insegnanti dovrebbero capire che è proprio la noia a rendere molte materie pesanti, sarebbe bello studiare con entusiasmo. Secondo me bisognerebbe inserire materie pratiche che possano aiutare nel mondo del lavoro, fare più lavori di gruppo per potersi sentire una squadra e dare così importanza alla collaborazione e all’aiuto reciproco. Per fortuna ci sono insegnanti che lavorano con passione e che rimarranno nel cuore perché appunto “hanno insegnato” non la semplice lezione ma valori che non si dimenticano. I grandi non ci ascoltano forse perché pensano che non “pensiamo” tanto ma invece non è così ,molto spesso sono loro ad essere distratti e a non avere il tempo di ascoltare quello che abbiamo da dire. Nel mio mondo la scuola è fatta di colori, di musica ,di arte , di studio non facilitato ma sicuramente fatto in modo più moderno e allora si addio noia!»

Flavio Modesto, 12 anni (tramite Palermo Kids blog)

«Per me l’istruzione scolastica è una cosa abbastanza inutile, perché ormai se cerchi qualcosa la trovi su internet e non hai bisogno di ragionarci, basta che scrivi quello che cerchi e hai risolto il problema. Magari negli anni precedenti serviva (anche fino a 50 anni fa) perché non c’era internet e se volevi scoprire qualcosa dovevi cercartela da solo e perderci tempo. I maestri, per farci andare a scuola dovrebbero migliorare un sacco di cose, che se adesso mi metto a scriverle tutte, scrivo più delle Divina Commedia, quindi scrivo solo quelle più importanti per esempio: bisogna allungare la ricreazione, perché in carcere hanno un’ora d’aria e noi mezz’ora, capisco che fra scuola e carcere non cambia tanto, ma noi non siamo mica criminali! I compiti dovrebbero essere dati con almeno 2 giorni di tempo per farli non in una sola sera, così almeno hai un po’ di tempo libero. Un’ultima cosa è che alcune maestre devono essere meno severe e devono capire che se Dio ci ha creato una bocca servirà a qualcosa non a stare chiusa tutto il giorno. Ma non posso dire che le maestre non sanno fare il loro lavoro perché sono brave a insegnare, educare (sempre non esageratamente) e ad avere buoni rapporti con i bambini, io non sono un maestro ma penso che per fare la maestra devi studiare anche come avere buoni rapporti con i bambini.

Per quanto riguarda il cibo, nella mia scuola si mangia bene e non mi lamento, ma ci sono un sacco di bambini che si lamentano del cibo nella loro scuola pubblica e quando  vado a fare un centro estivo in una scuola pubblica, il cibo è immangiabile: non sanno cucinare! Non so se ci sono scuole pubbliche dove si mangia bene, invece le scuole private, le suore, ci tengono a far mangiare bene i loro alunni.»

Angelo Sciubba, 10 anni

«Sinceramente  non sapevo che il 5 ottobre fosse la giornata mondiale degli insegnanti, né che in greco antico scuola significasse: vacanza, riposo e tempo libero, per me significa tutt’altro!

Per come è organizzata la scuola, soprattutto ora che sono alle medie, al mio tempo libero posso anche dire “ciaone”! Se devo essere onesto a me la scuola piace solo perché ci sono i compagni.

Non è che non mi piaccia studiare, anzi, ma secondo me la scuola è organizzata male. E’ davvero troppo antica, mentre sarebbe certamente più bella, interessante e coinvolgente se fosse digitalizzata, ossia niente più carta, ma solo tablet e pc.

Penso che non bisogna poi lamentarsi dell’ambiente, se vengono disboscate le foreste e tagliati gli alberi per ricavarne tanta carta per fare i libri.

Inoltre, studiare certe materie solo sui libri è davvero molto noioso, come ad esempio la geografia.

Che interesse posso trovare nel leggere solo i dati sulla popolazione o sulla configurazione morfologica di un luogo? La geografia andrebbe vissuta. Se ce la facessero studiare in maniera interattiva, prima potrei leggere i vari argomenti e poi vedere video e immagini che mi farebbero immaginare di essere sul posto.

Se siamo davvero nell’era moderna bisognerebbe rimodernare anche la scuola. A casa abbiamo computer, tablet, smart tv che ci consentono di cambiare i canali con i comandi vocali e tra poco metteranno in commercio robot che ci aiuteranno nella vita quotidiana e a scuola ci ritroviamo ancora con carta, inchiostro e calamaio!!»

Matteo Rosa, 10 anni.

Diego Frazão Torquato era un bambino che grazie all’aiuto del suo Maestro, Evandro Joao Silva riuscì a distaccarsi dall’ambiente di degrado e violenza che lo circondava. L’immagine del reporter Mark Tristan titolata “Il violino di Diego” fu scattata durante il funerale del suo educatore assassinato a Rio.

Se qualcuno dovesse chiedermi, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo risponderei, prima di tutto solo cose inutili greco antico, latino, matematica pura e filosofia. Così a 18 anni si ha un grande bagaglio di sapere inutile con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose.

Agnes Heller