In un momento storico come questo, c’è un’evidenza che proprio non possiamo ignorare: il futuro è nelle mani dei giovani. Siamo talmente convinti di ciò che la nostra redazione ha deciso di inaugurare una rubrica nuova, in cui daremo la parola ai più piccoli, chiedendo il loro punto di vista sulle cose che gli succedono intorno ogni giorno. Il nome di questa rubrica sarà Il mondo salvato dai ragazzini, un omaggio ad un classico di Elsa Morante che deve servirci da monito e ricordarci quotidianamente che la saggezza dei più piccoli ci salverà.

Il mondo salvato dai ragazzini: le nostre domande all’autore Filippo Golia

Il mondo salvato dai ragazzini: le nostre domande all’autore Filippo Golia

Incontro con l’autore di “ZELDA MEZZACODA”

Venerdì 23 aprile i redattori della nostra rubrica hanno intervistato il giornalista inviato di Rai due,  Filippo Golia, autore del libro per bambini “Zelda mezzacoda” sulla piattaforma Zoom della libreria Equilibri che ha ospitato l’evento.

Matteo, 10 anni, rompe il ghiaccio con la prima domanda:

Se ci penso, tu hai fatto più o meno quello che facciamo noi nella nostra sezione del giornale; perché io racconto ai grandi le notizie di attualità  con i miei occhi da bambino, tu hai fatto raccontare il lockdown ai bambini attraverso gli occhi di un cagnolino. Ci racconti come hai lavorato sul progetto del racconto?

Filippo Golia Comincio con il dirti che nella stesura del libro ho avuto non poche difficoltà. Se immaginate di dover guardare e interpretare il mondo con gli occhi di un cagnolino o parlare con le sue parole capirete che e non è semplicissimo. Dovete sapere che quando si sceglie di scrivere un libro si fanno svariati tentativi,  non proprio la prima cosa che scrivi è poi ciò che pubblichi.

Infatti prima di scrivere di Zelda avevo scritto altre cose, ad esempio dei dialoghi tra gatti, “I  dialoghi di Smirk e Mork “ che non so se riuscirò mai a pubblicare. Ma mi sono tanto esercitato sui gatti e ho pensato al punto di vista dei gatti, così quando sono passato ad un cane ero già un bel po’ allenato. Dovete immaginare che un cane non descrive le persone per come le vede un essere umano ma per come le sente un animale, cerca gli altri cani non gli altri essere umani per confrontarsi, il cane pensa a correre al parco non a giocare…così dopo essermi allenato a pensare come loro mi è venuto abbastanza naturale essere un cane. E vi confesso che non è poi così male, anzi è divertente”.

Bea, 10 anni prosegue con due domande:

Perché non hai pensato di raccontare una storia sulla vita della cagnolina e della padrona?

Filippo Golia “La ragione per cui ho scelto di non parlare della padrona è perché la padrona è mia figlia, Luna nel racconto. E io non sarei stato capace di raccontare mia figlia. Così il personaggio a cui è inviata la lettera ho scelto volutamente di lasciarla un po’ nel mistero. Luna però un po’ c’è nel racconto perché abbraccia Zelda quando arriva a casa, gioca con lei negli ultimi giorni ma volevo che la sola protagonista fosse Zelda e mia figlia, esattamente come il suo nome, restasse misteriosa nel racconto. Luna l’ho immaginata come l’oggetto del desiderio, quella cosa che manca ma a cui in realtà tutto il racconto tende.

Bea

Come mai il padre di Luna non era molto felice di abitare con la cagnolina?

Filippo Golia “Zelda è il primo cane che ho avuto nella mia vita. Come sapete, le persone si dividono in due partiti il partito dei gatti e il partito dei cani, ebbene io sono del partito dei gatti.

Però cedendo alle richieste dei miei figli di avere questo magnifico cane ho imparato a relazionarmi anche con i cani. Quando racconto di questo rapporto, in realtà mi ispiro esattamente al mio rapporto con i cani, è un’elaborazione di ciò che ho dovuto imparare a fare io stesso, e ammetto che non è stato per niente facile all’inizio. Adesso però siamo davvero inseparabili.

Vittorio, 10 anni, ha così riassunto il suo intervento:

sulla piattaforma zoom, c’è stata una presentazione con Filippo Golia, autore del libro Zelda Mezzacoda, una storia molto carina e simpatica in cui Zelda, una cagnolina, scrive una lettera di scuse alla sua padroncina Luna perché pensava di essere la causa del lockdown. Durante l’incontro ho fatto una domanda a Filippo: –perché hai scelto di scrivere questo libro proprio dal punto di vista di una cagnolina?-

Filippo Golia mi ha così risposto “che gli sembrava che il Covid-19 viene sempre raccontato dagli adulti sotto forma di informazione (visto che lui è un giornalista del TG2). Quindi, scrivere del virus dal punto di vista di una cagnolina, gli sembrava un modo diverso per raccontare la pandemia, anche per spiegarla ai bambini.” 

Questo incontro è stato molto interessante anche perché l’autore si è mostrato disponibile e simpatico.

Tommaso, 11 anni esordisce  porgendo la sua prima domanda in qualità di intervistatore:

perché hai deciso di scrivere qualcosa proprio sul periodo del lockdown imposto lo scorso anno a causa del Covid?

Filippo Golia

Questa cosa di scrivere ciò che stava accadendo me la sentivo addosso, al pari di tantissime altre persone. Infatti le case editrici si sono ritrovate sommerse dai manoscritti e dalle proposte di pubblicazione sull’argomento del lockdown.  Eravamo tutti chiusi in casa e in situazioni come questa scrivere è un buon modo  di sfogarsi e comunicare con il resto del mondo. Tante persone hanno desiderato scrivere di ciò che stava succedendo.

Quando ci capita qualcosa di imprevisto una delle reazioni spontanee come esseri umani è  raccontare a voce, oppure scrivere. Perché secondo voi abbiamo tanti racconti di avventure in mare e di naufragi?  Perché dopo avere assistito a cose così pazzesche hai solo voglia di raccontarle. Personalmente ho avuto il colpo di fortuna di avere con me il cane, così ho trovato la chiave giusta per la storia. Tuttavia senza parlare del lockdown forse avrei scritto una storia differente e probabilmente sarebbe interessato meno ai bambini. Il desiderio di raccontare questa cosa incredibile che ci stava succedendo lo abbiamo avuto in tanti contemporaneamente, sono quelle cose che leggi sui libri di storia, è normale che se ne voglia parlare in qualche modo sicuramente immagino tanti cassetti pieni di storie su quell’argomento.

 

Lorenzo, 9 anni porge le sue due domande:

Come mai hai chiamato la cagnolina Zelda?

Filippo Golia “La nostra cagnolina è arrivata in casa venti giorni prima del lockdown e nei giorni precedenti aspettandolo ci riunivamo in famiglia per fare il “toto nome” e abbiamo scelto tutti insieme Zelda. Quando lei è arrivata, essendo un giornalista degli esteri stavo per partire per una missione in Libia, ho avuto giusto il tempo di vederla arrivare alle 4 del mattino e dopo esserci osservati sul corridoio, sulla porta d’ingresso ho scorto subito che era un batuffolino d’ovatta bianco e ho esclamato: “ma questa non è Zelda,  è Nuvola!” e sono subito partito. Il suo vero nome infatti è diventato Nuvola ma nel racconto ho scelto di nominarla come avevamo originariamente pensato per prendere un po’ di distanza e poi ho aggiunto mezzacoda, perché possiede realmente questa caratteristica mezzacoda!”

 

Lorenzo

Ma ci sarà un seguito di questo racconto?

Filippo Golia “ Sì credo proprio di sì, ci sarà  un seguito, l’ho scritto e con l’editore ci stiamo ragionando e lavorando,  ci sarà senz’altro!

 

Benedetta, 10 anni interviene spontaneamente e chiede:

ma scriverai anche altri libri con questo tipo di animali?

Filippo Golia “Come accennato ho nel cassetto questi dialoghi già scritto di Smirk e Mork, sono dialoghi tra gatti un po’ pazzi e non so se riuscirò a pubblicarli, ogni tanto li faccio vedere a qualcuno, aspetterò il momento giusto affinché la storia diventi un libro. E poi ho anche un altro progetto editoriale per bambini che riguarda storie vere di animali in giro per il mondo. Per ora sono dei progetti.”

Francesco, 11 anni d’istinto domanda:

perché per scrivere una lettera di scuse a una figlia, hai scelto un cane?

Filippo Golia  “Perché tra il cane e mia figlia si era già creato un rapporto speciale e unico che io avevo riconosciuto. Perché nessuno al mondo in quel momento così particolare era così vicino al cuore di mia figlia come il suo cane. Non io, e non la mamma. Io potevo arrivare solo alle orecchie di mia figlia in quel momento, quindi solo il cane poteva arrivare al suo cuore.

 

Costanza, 9 anni chiude le interviste domandando:

Perché hai  non hai scritto semplicemente una lettera di scuse e hai scelto un libro ?

Perché non ci riuscivo, hai ragione,  perché avrei dovuto ammettere che dopo la sgridata ci sentivamo in torto e questo per un genitore è un po’ più difficile, perché ogni genitore è orgoglioso delle sgridate e non torna facilmente indietro. Invece con un libro con il quale magari tempo dopo si torna anche indietro sui propri passi per me è stato più semplice. Non sarei riuscito a chiedere scusa a mia figlia, però ho scelto di scrivere un libro per arrivarci.

 

“Il mondo salvato dai ragazzini” è un’iniziativa che ha aperto la redazione del giornale alla partecipazione dei bambini su temi adulti d’attualità. Ci interessano commenti e opinioni di tutti i bambini del Pianeta! Se siete interessati a far parte della redazione scrivetemi a [email protected]. Vi guiderò nella stesura della notizia.

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