In un momento storico come questo, c’è un’evidenza che proprio non possiamo ignorare: il futuro è nelle mani dei giovani. Siamo talmente convinti di ciò che la nostra redazione ha deciso di inaugurare una rubrica nuova, in cui daremo la parola ai più piccoli, chiedendo il loro punto di vista sulle cose che gli succedono intorno ogni giorno. Il nome di questa rubrica sarà Il mondo salvato dai ragazzini, un omaggio ad un classico di Elsa Morante che deve servirci da monito e ricordarci quotidianamente che la saggezza dei più piccoli ci salverà.

Cosa sta succedendo in Myanmar

Cosa sta succedendo in Myanmar
Proteste Myanmar. Fonte: linth24 Foto: Uncredited/AP/dpa

Sabato 1 maggio, Papa Francesco al termine del Regina Coeli ha ricordato l’iniziativa della Chiesa birmana invitando a pregare per la pace e a riservare per il Myanmar un’Ave Maria quotidiano.

Sono settimane infuocate in Myanmar, la massiccia partecipazione dei più giovani sfida apertamente il coprifuoco con cortei e proteste di piazza contro il golpe militare come il flash mob organizzato ieri per le vie della capitale Yangon.

La redazione dei nostri giovanissimi ha così descritto e commentato un lunghissimo, complicato conflitto civile che causa vittime e sofferenze sin dall’indipendenza dal Regno Unito.

 

Aung  San Suu Kyi è una donna politica, infatti è il capo di Stato del  Myanmar ( Ex Birmania), che nel  1991 è stata la vincitrice del  premio  Nobel  per  la Pace, il premio più prestigioso del  mondo. Lei, che è una pacifista, è stata eletta dal popolo con elezioni libere nel 2015.

A causa di una rivolta dell’esercito a febbraio 2021 è stata ingiustamente arrestata e messa agli arresti domiciliari.

Anche se il Myanmar è uno Stato molto ricco di minerali e di interessi  economici , è un paese in cui la gente è particolarmente povera, infatti tutti i guadagni vanno ai militari. Il potere è nelle mani del vicepresidente U Myint Swe, un ex generale, sostenuto dai  militari, che compiono violenze e arresti di adulti e bambini, per soffocare  le manifestazioni di protesta. Molte persone provano a scappare in paesi vicini (ad esempio la Thailanda) per non essere uccisi. L’Unicef e l’Onu sono delle organizzazioni che difendono  la pace internazionale e hanno condannato  l’uso della forza contro i bambini da parte della dittatura militare.

Il rischio è una guerra civile, cioè che gli abitanti di uno stesso Paese o città si facciano guerra tra di loro, da una parte per difendere la legittima presidente, e dall’ altra per avvantaggiare i nuovi capi.

Come lo vedo io il futuro in Birmania?

Io credo che con l’aiuto delle altre nazioni democratiche del mondo la presidente Aung San Suu Kyi riuscirà ad essere liberata ed a salvare il suo Paese riportandolo al suo splendore e alla sua ricchezza originaria!

Spero che non ci sia la guerra civile perché altrimenti altri bambini morirebbero di fame e a causa della violenza.

Benedetta  11 anni  

Proteste Myanmar. Fonte: avvenire

Mi auguro fortemente che con il passare del tempo questa situazione si possa concludere nel migliore dei modi.

Se potessi far sentire la mia voce agli organismi internazionali, di sicuro suggerirei di far pesare la loro azione per evitare altre stragi: una guerra civile porterebbe solo caos, morte e svantaggi per la citta. Consiglierei di non uccidersi l’un l’altro, ma di salvarsi dalle continue ingiustizie che accadono nel paese, così da poterlo rendere un posto migliore.  

Il fatto che le notizie non possano né entrare né uscire rappresenta davvero un bel problema. So per certo che se dovessi raccontare questo fatto ad alcuni miei colleghi sicuramente lo racconterei con la massima serietà, sperando che anche loro, a loro volta, facciano lo stesso con le altre perone, sperando che le notizie si diffondano nel mondo nel modo più rapido e “forte” possibile. 

Non vedo un futuro roseo per questo popolo, ma alla fine secondo me vincerà il bene: chi combatte per una giusta causa, infatti, si merita alla fine la vittoria ed il sostegno di tutti.

Di sicuro purtroppo non si concluderà con un “e vissero tutti felici e contenti” perché già troppe vite si sono perse, ma almeno spero che alla fine prevalga il buon senso e la verità.

Francesco Pio Celli, 11 anni

Proteste Myanmar. Fonte: linth24 Foto: Uncredited/AP/dpa 

Agli organizzatori internazionali che vogliono intervenire gli direi di riuscire a far riaprire subito i confini per ripristinare i collegamenti per far salvare la gente.

Se non fosse possibile e così facile, forse gli direi allora di andare lì e provare ad entrare direttamente con gli elicotteri.

Io per avere la massima attenzione di tutti e per far arrivare questo messaggio anche fin laggiù, farei un programma chiaro di quello di cui voglio parlare, che possa spingere le persone a seguirmi. Cercherei in tutti i modi possibili di far circolare la notizia così anche le altre persone mi possono aiutare.

Secondo me un futuro non ci sarà in Birmania!

Ci sono due alternative: la prima è che la situazione non cambi a causa dell’esercito che continuerà a tenere la gente lontana e chiusa; la seconda possibilità è che invece oltre agli aiuti umanitari, riescano ad entrare anche le notizie e questo spinga la gente a reagire aiutata anche da altre forze esterne per sconfiggere l’esercito ed il vice-presidente davvero molto cattivo. Spero tante cose buone per questo popolo!

Costanza Celli, 9 anni

A professor of Yangon University. Fonte: il post

Secondo me la guerra in Birmania è una vera sciocchezza  perché se tu sei un imperatore buono e giusto la ricchezza ce l’avresti senza usare la cattiveria. Tutto ciò dimostra che quelle persone che stanno scatenando la guerra non hanno il dono dell’intelligenza perché se ce l’avessero il loro paese sarebbe magnifico. Secondo me basterebbe far capire a U Myint swe che dovrebbe lasciare la sua popolazione in pace e felice e così avrebbe molta più ricchezza invece che vincendo la guerra.  Se dovessi parlare ai miei colleghi o a un adulto della cosa più grave per me della guerra in Birmania io parlerei dei bambini soldato. Secondo me  non hanno neanche una frazione di cuore a mettere in prigione un piccolo bambino o un ragazzo e ricattarlo condannandolo alla morte quasi certa.

Penso che ci vorranno molti altri anni prima che finirà ma prima o poi vinceranno sicuramente l’Unicef e l’Onu perché come ci hanno insegnato i film Disney dell’infanzia, e la NOSTRA infanzia stessa, il “cattivo” perde sempre.

E tanto moltissimi paesi si stanno scagliando contro questa cattiveria e siamo ormai delle decine di paesi contro soli due o tre.

Lorenzo 9 anni

“Il mondo salvato dai ragazzini” è un’iniziativa che ha aperto la redazione del giornale alla partecipazione dei bambini su temi adulti d’attualità. Ci interessano commenti e opinioni di tutti i bambini del Pianeta! Se siete interessati a far parte della redazione scrivetemi a [email protected]. Vi guiderò nella stesura della notizia.

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