Il Globe di Roma ospite di una brillante “Tempesta” di Shakespeare in originale

Il Globe di Roma ospite di una brillante “Tempesta” di Shakespeare in originale

Roma saluta con entusiasmo la prima della Tempesta di Shakespeare al Globe di Villa Borghese che per incanto si trasforma in un pezzo di Inghilterra con uno spettacolo completamente in originale presentato da una compagnia madrelingua. Continua così la fortunata intuizione inaugurata lo scorso anno degli spettacoli in lingua con lo stesso cast che nel 2015 si era già esibito sullo stesso palco con “La Commedia degli Errori”. La proposta per l’ultima rappresentazione della stagione è uno spettacolo brillante e coinvolgente, uno degli ultimi scritti da Shakespeare: il Globe prende commiato così dai suoi spettatori con le stesse parole con cui, si pensa, il famoso poeta e drammaturgo si congeda in scena dalla sua stessa attività teatrale e chiude così idealmente, e al meglio, l’anno.

La trama è celebre: Prospero, potente mago, è costretto a vivere su di un’isola con sua figlia Miranda e Calibano, suo servitore, dopo che il fratello Antonio è riuscito ad usurpargli il titolo di duca di Milano. Antonio e il suo seguito, arricchito dalla presenza del duca di Napoli, si trova a passare per caso nelle vicinanze dell’isola e vi naufragano a causa di una tempesta evocata da Ariel, uno spirito al servizio di Prospero. Da quel momento si alternano tre storie distinte che seguono le vicende di tre piccoli manipoli di naufraghi che arriveranno tutti a doversi confrontare con gli incantesimi del mago.

L’interpretazione in scena a Roma fino al 9 ottobre si distingue per il suo brio e la sua allegria ed è certamente uno spettacolo da vedere. È una Tempesta irriverente e comica, che ama indugiare sul riso e che fa ampio uso delle risorse mimiche degli attori permettendo così di risultare molto fruibile e superando efficacemente l’ostacolo che poteva costituire il testo in originale. Le note drammatiche e patetiche sono annullate da uno sguardo sorridente sulla trama che preferisce sostituirgli un contegno buffo e burlesco, che non risulta mai farsesco o esagerato.

L’ambientazione, altrimenti indefinita per l’assenza di scenografia in perfetto stile elisabettiano, è invece chiaramente fornita dagli splendidi costumi dei personaggi; tramite le vesti che gli sono assegnate ogni personaggio si trova ben caratterizzato nella propria personalità ed diviene perfettamente riconoscibile sul palco dallo spettatore. I costumi riescono così ad abbozzare un clima da inizio ‘900 tra impermeabili, giacche, cappelli a cilindro e bombette. Lo spazio scenico risulta riempito dal continuo muoversi degli attori che sembrano sempre preferire i movimenti, le corse, i gesti ampi alla quiete e all’immobilità.

Ben riuscite e di grande impatto la reinterpretazione dei vari ruoli, a cominciare da Prospero, un bravissimo Jonathan Kemp, che prende le sembianze di un elegante personaggio dalla voce suadente che amministra gli eventi come farebbe un buon prestigiatore con degli aiutanti presi dal pubblico. Molto preparato tutto il cast, su cui spiccano, anche per le caratteristiche dei personaggi a loro assegnati, Cory English e George Caporn. Il primo impersona magistralmente un Calibano vulcanico ed esagitato che riuscirà di certo a strapparvi un applauso; il secondo è sul palco lo spirito Ariel, leggiadro e femmineo, riuscirà sicuramente ad impressionare. Vi lasciamo con una sorpresa: la rilettura, riuscitissima, di un personaggio della Tempesta nelle vesti di una anziana signora, bonaria e petulante. Basta andare al Globe di Roma per scoprirlo.

Dal 2 al 9 ottobre
Durata: 2 ore e 40, compreso intervallo di 15 minuti.
Inizio spettacolo: ore 20:45, domenica ore 18:00

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