Marjorie Prime: memoria, fuga e prigione

Marjorie Prime: memoria, fuga e prigione
Marjorie Prime

Sino al 17 Novembre 2019 Raphael Tobia Vogel porta al Teatro Franco Parenti di Milano, Marjorie Prime, di Jordan Harrison, firmandone la regia. Con questo lavoro teatrale nel 2015, il drammaturgo statunitense classe 1977, è stato finalista per il Premio Pulitzer perchè esplora con intelligenza e curiosità, il mondo della intelligenza artificiale.

Lo fa con immagini, flash e spunti che continuano a risuonare nella nostra testa anche molto tempo dopo che abbiamo lasciato il teatro. E che la regia restituisce interamente, grazie anche ai bravissimi attori.

Marjorie Prime è un mini girotondo schnitzleriano, un lavoro che procede per quadri. Una sorta di gironi che ci portano sempre più in profondità tra domande e inquietudini in un terreno ancora sconosciuto, ma che in silenzio, già si insinua nelle nostre vite.

Basti pensare al circo Roncalli, che in Germania ha deciso di presentare, pochi mesi fa, accanto a funamboli e clowns in carne ossa, elefanti e cavalli in forma di ologrammi. O agli assistenti virtuali, capaci di aumentare la nostra realtà. Per l’olografia, il fisico Dennis Gabor, nel lontano 1971,  vinse il premio Nobel per la fisica.

Vita vissuta e vita ricordata

La scena è chiara e leggermente postmoderna. Resta quasi immutata per l’intero spettacolo, con una grande finestra monitor sullo sfondo. Siamo in un futuro prossimo. Marjorie, una anziana violoncellista ottantacinquenne, è seduta in poltrona. Affetta da un inizio di alzheimer, avverte, con la perdita della memoria, un preludio del declino della personalità.

Per arginarlo, la figlia Tess e il di lei marito Jon, hanno deciso di metterle accanto un Prime. Si tratta di un ologramma con le sembianze del marito morto. Appare però un giovane uomo, perchè curiosamente, la vecchia madre lo vuole ricordare come era quando lo conobbe.

L’ ologramma, debitamente programmato da Jon che abbellisce spesso i ricordi, interagisce con Marjorie, facendo da supporto alla sua memoria, rievocando eventi e suggestioni nella memoria strappata di lei.

Il prime assorbe, impara e rielabora razionalmente tutto ciò che i tre membri della famiglia dicono. Quando non è coinvolto nelle discussioni, resta in silenzio in un angolo, quasi nascosto eppure presente, come un mostro sconosciuto, irrigidito ma al contempo sospeso nell’aria che va via via facendosi più scura.

Memoria, fuga e al contempo prigione

Marjorie Prime è una sorta di caleidoscopio, dove le immagini si susseguono, si confondono, si ribaltano e ciò che appare inizialmente positivo diventa negativo, o viceversa.

La vita vissuta diventa vita ricordata come meglio ci piace, spesso intrisa di bugie raccontate dalla memoria. Che diventa inganno, illusione, morfina umana conscia o inconscia, atta a cancellare la solitudine, i dolori forti non elaborati, i lutti, l’incapacità di amare che l’hanno attraversata. 

Ma l’incapacità di amare non era forse l’unico limite dell’ologramma, visto che può imparare tutto perchè ha tutto il tempo del mondo, dato che la morte non gli appartiene?

Un plauso va agli attori: Ivana Monti, Elena Lietti, Pietro Micci, Francesco Sferrazza Papa.

Ricordiamo ai nostri giovani lettori il “Last minute” al botteghino a 10€ valido anche per Marjorie Prime: gli studenti under26 potranno acquistare il biglietto a 10€ direttamente al botteghino poco prima dell’inizio dello spettacolo e a fila smaltita. Valido per tutti gli spettacoli esclusi Le signorine, Dracula, Winston vs Churchill, Skianto.

Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo 14, Milano

02 59995206
[email protected]

Marjorie Prime

di Jordan Harrison
traduzione Matteo Colombo
regia Raphael Tobia Vogel
con Ivana Monti, Elena Lietti, Pietro Micci, Francesco Sferrazza Papa
scene Marco Cristini
luci Paolo Casati
costumi Sasha Nikolaeva
video Cristina Crippa

assistente alla regia Beatrice Cazzaro
assistente scenografa Katarina Stancic
direttore di scena Mattia Fontana
elettricista Paolo Casati
fonico Davide Marletta
sarta Caterina Airoldi
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti

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