‘La pazza della porta accanto’: Anna Foglietta omaggia Alda Merini

‘La pazza della porta accanto’: Anna Foglietta omaggia Alda Merini
"La pazza della porta accanto". Fonte: Roma da Leggere

E’ in scena al Teatro Eliseo La pazza della porta accanto, omaggio ad Alda Merini, poetessa e donna.

Alda amava la vita, ne sentiva le vibrazioni, ne celebrava le sue manifestazioni. Una donna di quelle da ricordare proprio in questi giorni di condanna alla violenza sul genere femminile.

Il testo di Claudio Fava utilizza come veicolo efficace la regia di Alessandro Gassman, caratterizzata da un dinamismo ed una intermedialità che inevitabilmente proiettano la storia della Merini su un orizzonte contemporaneo. La violenza subita in manicomio dalla «poetessa dei navigli» è infatti un tipo di violenza – fisica, psicologica – che troppo assomiglia a quelle subite ogni giorno da sorelle, mamme e nonne d’ogni parte del mondo.

Certo, il testo di Fava addiziona a questa tematica un’ ulteriore denuncia civile e sociale, in cui la discesa negli inferi degli ospedali psichiatrici era una prassi che verrà scongiurata soltanto dalla Riforma Basaglia del 1978.

Portatrice in sala di questo dramma interiore è Anna Foglietta, attrice decisamente in crescita e alla chiusura di un’annata che l’ha vista anche candidata ai David di Donatello per il ruolo di protagonista in Perfetti sconosciuti.

La sua interpretazione di Alda Merini punta tanto su un’esibizione del dolore che ricorda la prima Duse, così attenta alle nevrosi ed agli spasmi muscolari. Meno convincente è però la recitazione, alle volte poco naturale e poco di  supporto alla prossemica del corpo. Ad ogni modo la sua pazza della porta accanto resta un’icona della soppressione troppo difficile da togliersi dagli occhi, una fotografia chiara ed oggettiva del malessere. Ella vive in un manicomio così cubico per concepire le sinuosità dell’amore, un luogo così buio da non riuscire a vedere nemmeno il dolore.

In una coltre così angusta Alda riesce però a trovare l’amore: un Liborio Natali composto, quasi marionettistico nelle sue nevrosi e capace di far scoppiare un sentimento quasi chapliniano.

Ciò che ne viene fuori, alla fine di tutto, è che non è tanto triste vivere in un mondo sbagliato; è di gran lunga peggio ritrovarsi nella parte giusta di quel mondo. Questo è probabilmente il motivo più profondo della depressione, male di oggi e di ieri, che ai tempi della Merini era sinonimo di pazzia.

Ma come si fa a chiamare pazzo un’ anima instabile, luttuosa, morta?

22 novembre – 11 dicembre

Teatro Eliseo presenta

La pazza della porta accanto

di Claudio Fava

con Anna Foglietta, Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali.

Regia di Alessandro Gassmann

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