La “locura” di Donald Trump
“La tradizione ma con una bella spruzzata di pazzia. (…) Il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillettes. (…) Questa è l’Italia del futuro: un paese de musichette mentre fuori c’è la morte.”
Se siete fan della serie italiana “Boris” vi ricorderete di questo monologo recitato da Valerio Aprea nei panni di uno dei tre sceneggiatori cani. È senza dubbio curioso come un monologo scritto per una sitcom italiana nel 2010 sia diventato la più corretta metafora per spiegare il comportamento di quello che è il capo di stato più potente al mondo.
Tutti noi sappiamo del rapporto controverso di Donald Trump con i social. Dalla quantità incalcolabile di fake news pubblicate consapevolmente agli attacchi personali rivolti agli avversari politici, passando per i numerosi ban che lo hanno portato alla fondazione di una sua piattaforma personale, Truth.
E proprio su Truth Donald Trump sta senza dubbio dando il meglio di sé. Video che lo ritraggono nell’atto di gettare nell’immondizia Stephen Colbert. Immagini digitali che lo ritraggono accanto a George Washington, nei panni del Mandaloriano e persino di Gesù Cristo. I soliti attacchi alle amministrazioni di Biden e Obama. L’uso dell’intelligenza artificiale generativa da parte di Trump è a metà strada fra quello di un troll da forum online e quel vecchio zio che ha appena scoperto i filtri di Whattsapp.
L’unico uomo nel cielo
Una situazione che trasmetterebbe una sensazione a metà strada fra il disagio e la tenerezza. Non fosse che l’uomo di ottant’anni che si diverte a usare l’IA per mettere la sua faccia sul Monte Rushmore è lo stesso dalle cui decisioni dipende (l’ormai sempre più instabile) equilibrio mondiale. La situazione è talmente paradossale che persino “The Boys”, serie televisiva targata Prime Video da poco giunta alla propria conclusione, da sempre caratterizzata da un umorismo irriverente atto a ironizzare sulla società americana, si è ritrovata ad essere ampiamente superata da una realtà ormai sempre più grottesca.
Ma pensandoci bene, e se fosse questo il suo vero colpo di genio? La chiave della sua comunicazione? Quello a cui stiamo assistendo è il semplice delirio di un individuo ormai troppo assuefatto alla sua stessa immagine pubblica per impedire di esserne fagocitato, o alla consapevole strategia di un uomo che sa benissimo di poter pubblicare qualsiasi cosa e avrà comunque qualcuno disposto a votarlo? Donald Trump o chiunque sia dietro queste mosse, ha completamente perso il controllo, o sta solo spostando ulteriormente un’asticella che ha iniziato a spostare dall’inizio della sua ascesa politica?
Qualunque sia la risposta, possiamo solo prendere atto di come Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo avessero compreso con largo anticipo non solo il nostro paese.




