Il ministro degli Esteri iraniano a San Pietroburgo per colloqui con Putin
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a San Pietroburgo per incontrare e discutere con il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Irna su Telegram. L’agenzia di stampa moscovita Tass aveva precedentemente confermato che Putin aveva in programma di incontrare Araghchi. L’incontro con Putin “sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra”, ha detto Araghchi al suo arrivo a San Pietroburgo, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. Obiettivo della visita, ha detto ancora, “proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali”. Ha affermato che l’incontro con il presidente russo previsto per oggi “sarà una buona opportunità per fare il punto sulla situazione attuale. Sono fiducioso che queste consultazioni e il coordinamento tra i due Paesi in questo ambito saranno di particolare importanza”, ha aggiunto.
Araghchi ha affermato inoltre che il suo viaggio a Islamabad è stato “molto produttivo” e ha comportato “buone consultazioni”, durante le quali i funzionari “hanno esaminato gli eventi passati e le condizioni specifiche in base alle quali i negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato l’importanza dell’imminente incontro fra Putin e Araghchi. “È difficile sopravvalutare l’importanza di questo incontro nel contesto degli sviluppi in Iran e in Medio Oriente”, ha dichiarato Peskov, citato da Interfax. L’incontro si tiene presso la Biblioteca presidenziale di San Pietroburgo. Putin è nella “capitale settentrionale” per prendere parte a una riunione del Consiglio dei Legislatori.
Mosca e Teheran, entrambe soggette a severe sanzioni occidentali, hanno sviluppato negli ultimi anni una relazione sempre più stretta. La Tass ha confermato i piani del leader russo, citando il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il ministero degli Esteri russo aveva precedentemente affermato che Araghchi si sarebbe recato a Mosca per colloqui. “Confermiamo una visita di Araghchi in Russia con l’obiettivo di tenere colloqui”, ha dichiarato il ministero all’agenzia di stampa Ria Novosti, senza fornire ulteriori dettagli. L’agenzia di stampa iraniana Isna ha citato l’ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, secondo il quale Araghchi incontrerà Putin per “consultarsi con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e degli eventi correlati”. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Araghchi è partito ieri da Islamabad per la Russia.
La notizia giunge dopo che Araghchi si è fermato nella capitale pakistana per la seconda volta in meno di 24 ore, prima di dirigersi in Russia, dopo aver visitato anche l’Oman, mentre i mediatori si adoperavano per mantenere vivi i colloqui di pace con gli Stati Uniti nel tentativo di porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. Non c’è stato un secondo round di colloqui diretti tra Washington e Teheran, nonostante il cessate il fuoco iniziato più di due settimane fa nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Nel frattempo, le forze armate statunitensi stanno continuando a far rispettare il blocco navale imposto dei porti iraniani, impedendo alle imbarcazioni di entrare o uscire dalle acque territoriali dell’Iran, lo ha reso noto il Centcom. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha precisato che, finora, 38 navi sono state costrette a invertire la rotta o a rientrare nei porti di partenza. L’operazione si inserisce nel contesto della crescente pressione esercitata da Washington su Teheran, mentre resta elevata la tensione nell’area del Golfo e lungo le principali rotte energetiche mondiali. Intanto, in una lettera pastorale ai fedeli della sua diocesi, il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, ha scritto che il dolore attraversa tutta la Terra Santa ma le situazioni “non sono tutte identiche”. Non si può “stilare una graduatoria della sofferenza” ma “esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato”.




