Ghalibaf, il duro ma pragmatico speaker del Parlamento iraniano
Lo scorsa settimana è stato indicato da diverse indiscrezioni giornalistiche il nome di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano dal 2020, come interlocutore ufficiale dell’Iran nei negoziati di pace (o tregua) con gli Stati Uniti d’America, attualmente in corso ad Islamabad in Pakistan.
Ghalibaf è una personalità di spicco del regime, e, dopo le recenti decimazioni dei vertici della teocrazia sciita da parte di USA e Israele, uno dei pochi veterani di regime rimasti in vita, nonché perfetto punto di raccordo nel tridente di Stato che include la legittimazione religiosa della Guida Suprema Khamenei ed il potere militare dei Guardiani della Rivoluzione.
Nato a Torqabeh nel 1961 e laureatosi in Geografia Politica, si è distinto nella guerra tra Iran e Iraq negli anni ’80, arrivando a comandare due brigate d’élite dei Pasdaran da appena ventenne. Si ritirò nel 2005 per dedicarsi alla propria carriera politica dopo aver diretto le forze aerospaziali e la polizia nazionale. In quel suo ultimo mandato, in particolare, si è distinto per aver dimostrato particolare durezza nella repressione delle proteste studentesche.
Sindaco di Teheran nel mandato record dal 2005 al 2017, durante il quale ha fatto registrare molteplici accuse di corruzione, Ghalibaf ha corso per la presidenza dell’Iran per ben quattro volte, nel 2005, 2013, 2017 e 2020, di cui tre perse di misura ed in una ritiratosi.
Ghalibaf è considerato un tecnocrate di apparato più che un leader carismatico, ma in ogni caso un conservatore. E’ stato uno degli attori decisivi per la nomina di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema dopo la morte del padre, nonostante la consuetudine della Repubblica Islamica sconsigliasse ogni mossa di stampo ereditario in tal senso.
Nonostante le smentite pubbliche del Ministero degli Esteri iraniano riguardo la propria partecipazione ai negoziati in Pakistan, secondo le ultime indiscrezioni una delegazione americana di altissimo livello si starebbe preparando per incontrare Ghalibaf ad Islamabad, comprendente i già inviati speciali nelle trattative con Mosca per l’Ucraina, Steve Witkoff e Jared Kushner, oltre al Vicepresidente J.D. Vance.
In un momento in cui il regime iraniano si ripiega sui Guardiani della Rivoluzione, figure progressiste come il Presidente Pezeshkian ed il Ministro degli Esteri Aragchi vengono emarginate e relegate alla mera amministrazione quotidiana, lasciando spazio a figure come Ghalibaf, diretta espressione di un gotha reazionario che ha sempre tirato i fili del potere in Iran, anche nei momenti in cui personaggi favorevoli all’apertura verso l’Occidente venivano, a questo punto è lecito pensare, lasciati governare.
Articolo a cura di Francesco Iasevoli




