Sottomarini nucleari: Pechino supera Mosca
La competizione strategica e geopolitica tra super-potenze, in particolare tra Cina e Stati Uniti, si gioca sempre di più sotto la superficie del mare, infatti secondo alcune valutazioni aggiornate al 2026 Pechino avrebbe già superato la Russia per numero di sottomarini a propulsione nucleare in servizio, riducendo al contempo il divario con Washington. Si tratta di un risultato che rafforza il deterrente cinese nel Pacifico occidentale e contemporaneamente complica i piani americani in caso di crisi su Taiwan o nel Mar Cinese Meridionale, lanciando anche un avviso all’India con cui rimane un conto aperto da oltre 60 anni.
Alla base di questa crescita c’è una superiorità cantieristica ormai strutturale: già nel 2020 l’Office of Naval Intelligence statunitense segnalava come la Cina disponesse di decine di cantieri navali più grandi e produttivi rispetto ai principali impianti a stelle e strisce al tempo in piedi, con una capacità complessiva stimata fino a 230 volte superiore. Volendo essere catastrofisti questo significherebbe che in un conflitto prolungato Pechino potrebbe riparare unità danneggiate o varare nuove navi con una rapidità difficilmente eguagliabile dagli Stati Uniti, che invece continuano a registrare ritardi nei programmi di manutenzione e costruzione.
La Marina cinese disporrebbe oggi di circa 32 sottomarini nucleari attivi, superando quelli russi stimati tra 25 e 28. Il cuore della componente d’attacco è rappresentato dalle 9 unità operative di Type 093/093A, ai quali si affiancano i nuovi Type 093B lanciamissili da crociera, con una produzione prevista di circa 16 battelli, di cui alcuni già in servizio. Sul piano strategico poi Pechino può contare su nove sottomarini lanciamissili balistici Type 094/094A, pilastro della deterrenza nucleare navale, e sono inoltre in fase di sviluppo nuove generazioni, come il Type 095 e il più avanzato Type 096, progettati per garantire maggiore furtività e capacità a lungo raggio.
Gli Stati Uniti restano comunque la prima potenza subacquea globale, con circa 71 sottomarini nucleari a fine 2025, suddivisi in 53 d’attacco, 14 strategici e 4 lanciamissili da crociera.
L’obiettivo strategico di Pechino quindi sembra essere sempre di più quello di scoraggiare qualsiasi intervento esterno da parte degli USA, sia sulla questione taiwanese che sul fronte indiano, rafforzando la credibilità del deterrente cinese.




