Caso Epstein: arrestato l’ex principe Andrea nel giorno del suo 66° compleanno
Una mattina destinata a segnare la storia della monarchia britannica. Andrea Windsor-Mountbatten è stato arrestato dalla polizia britannica con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere Jeffrey Epstein, nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra.
Il fermo è avvenuto oggi, 19 febbraio, nel giorno del 66esimo compleanno di Andrew Mountbatten-Windsor. Un dettaglio che non è passato inosservato. Secondo quanto documentato dal quotidiano The Telegraph, l’operazione ha avuto inizio poco dopo le 8:00 del mattino (ora locale). Sei auto della polizia, prive di contrassegni, sono giunte presso la tenuta di Sandringham, e dalle vetture sono scesi otto agenti in borghese.
Le accuse
La BBC ha annunciato che Andrea Mountbatten-Windsor è stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta in un ufficio pubblico e violazione di segreti ufficiali. In sostanza, durante il suo ruolo di inviato commerciale del Regno Unito, avrebbe passato documenti governativi sensibili al finanziere pedofilo Epstein. Si ritiene anche che abbia introdotto clandestinamente una donna a Buckingham Palace, che potrebbe essere entrata in Gran Bretagna a bordo del jet “Lolita Express” dello stesso Epstein.
Oliver Wright, vice capo della polizia, ha dichiarato l’importanza di proteggere l’integrità e l’obiettività dell’inchiesta, sottolineando la collaborazione con i partner investigativi per esaminare il presunto reato di cattiva condotta nell’esercizio della funzione pubblica.
Il contesto: dagli scandali alla perdita del titolo
La caduta di Andrea è stata lunga e inesorabile. La sua reputazione ha iniziato a incrinarsi nei primi anni 2000 per la relazione di amicizia con Jeffrey Epstein. La vicenda esplose pubblicamente nel 2019 quando Andrea rilasciò un’intervista alla BBC per difendere la sua immagine, giudicata da molti “disastrosa” e priva di empatia verso le vittime delle reti di Epstein.
In ottobre e novembre 2025 Re Carlo III ha avviato e completato un processo formale per revocargli i titoli reali, incluso quello di principe, e per ordinargli di lasciare la residenza reale a Windsor. Da allora Andrea è conosciuto come Andrew Mountbatten Windsor, senza privilegi ufficiali e senza ruolo nella famiglia reale istituzionale.
L’arresto si inserisce in un contesto investigativo più ampio che coinvolge attualmente nove diverse forze di polizia britanniche, inclusa la Police Scotland. La National Crime Agency ha annunciato il proprio supporto alle autorità locali, mentre sono sotto inchiesta anche agenti della Royalty and Specialist Protection per aver presumibilmente “chiuso un occhio” durante alcune visite dell’ex principe all’isola privata di Epstein.
Andrea Mountbatten-Windsor ha sempre negato qualsiasi illecito e ha dichiarato di rammaricarsi per la sua amicizia con Epstein, ma non ha rilasciato commenti dopo la pubblicazione dei file. Nel frattempo, il premier britannico Keir Starmer aveva già avvertito: nessuno è al di sopra della legge.




