Russia-Ucraina. Colloqui a Kiev
Il segretario generale della Nato Mark Rutte sarà in visita a Kiev oggi e terrà un discorso alla Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Lo riferisce Ukrainska Pravda, citando le dichiarazioni di alcuni deputati ucraini. Sul campo, oggi non si sono verificati nuovi attacchi mirati da parte di missili russi o droni Shahed contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il giorno dopo lo scadere della cosiddetta ‘tregua del gelo’ che il presidente americano Donald Trump ha chiesto al leader del Cremlino Vladimir Putin di rispettare. “Ciò dimostra che quando gli Stati Uniti hanno la motivazione di cambiare davvero la situazione, la situazione può cambiare”, ha affermato.
La scorsa settimana, Russia e Ucraina hanno dichiarato di aver sospeso gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. Il Cremlino ha confermato che Trump ha chiesto personalmente a Putin di astenersi dal colpire Kiev fino al primo febbraio, mentre Zelensky ha affermato che la tregua avrebbe dovuto durare una settimana, a partire dal 30 gennaio. Presto potrebbero esserci delle “buone notizie” riguardo alla fine della guerra in Ucraina. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. “Stiamo facendo ottimi progressi con l’Ucraina e la Russia. È la prima volta che lo dico. Penso che potremmo avere presto delle buone notizie”, ha detto il presidente Usa.
Durante i precedenti preparativi per i colloqui di questa settimana, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva parlato dei punti salienti emersi dagli incontri trilaterali con Usa e Russia negli Emirati, dopo il rapporto della delegazione ucraina. “Gli incontri hanno affrontato una serie di questioni importanti, principalmente militari, essenziali per porre fine al conflitto. Sono state discusse anche complesse questioni politiche che rimangono irrisolte. Sono state analizzate le posizioni chiave di tutte le parti”. Quindi ha aggiunto: “Ho delineato il quadro per l’ulteriore lavoro diplomatico. Sono ora in corso i preparativi per i nuovi incontri trilaterali di questa settimana”.
Anche il Cremlino giudica “positivamente” che i contatti trilaterali tra Russia, Ucraina e Usa siano cominciati ad Abu Dhabi “in modo costruttivo”, ma “c’è ancora molto lavoro da fare”. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Un nuovo round di colloqui sull’Ucraina è previsto ”la prossima settimana”, ma ”sarebbe un errore aspettarsi grandi risultati da questi primi contatti trilaterali” perché ”ci sono questioni complesse all’ordine del giorno”, ha aggiunto.
Lo scoglio più arduo che si frappone alla pace in Ucraina rimane la questione territoriale. A confermarlo, mentre ad Abu Dhabi si apre la due giorni di trattative tra Kiev, Mosca e Washington, è la dichiarazione del Cremlino. “Le forze armate ucraine devono lasciare il territorio del Donbass”, ha affermato il portavoce Dmitry Peskov. Una condizione che Volodymyr Zelensky ha già detto più volte – e molto chiaramente – di non poter accettare. Mentre il presidente ucraino assicura che con Donald Trump, a Davos, ha concordato la fornitura di munizioni per il sistema di difesa aerea Patriot: “Non dirò quanti missili”.
Si tratta comunque “un passo avanti”, ha detto Zelensky. E questa volta la novità è data dall’impegno profuso negli ultimi giorni dai mediatori americani, che sono presenti ad Abu Dhabi con una nutrita delegazione guidata dall’inviato speciale Steve Witkoff, affiancato dal genero di Donald Trump, Jared Kushner. Giovedì lo stesso presidente Usa aveva incontrato Zelensky a Davos, mentre Witkoff e Kushner hanno avuto un colloquio notturno di quattro ore al Cremlino con Vladimir Putin. Un incontro “franco e basato sulla fiducia”, che è stato “utile sotto tutti gli aspetti, per noi e per gli Stati Uniti”, lo ha definito Yuri Ushakov, il consigliere per la politica estera del presidente russo Vladimir Putin.




