Greg Bovino e altri agenti federali lasceranno il Minnesota
Secondo tutti i principali giornali statunitensi, che citano loro fonti anonime dentro il governo, Gregory Bovino lascerà il Minnesota martedì insieme ad alcuni agenti della Border Patrol, la polizia federale che si occupa di immigrazione e controllo dei confini. Il suo allontanamento segnala un cambio di approccio di Donald Trump sulle operazioni anti-immigrazione, di cui negli ultimi mesi Bovino era stato comandante operativo, e per cui l’amministrazione era stata fortemente criticata, sia negli Stati Uniti che all’estero.
Bovino ha 55 anni e da 30 fa parte della Border Patrol, che spesso collabora con l’ICE sulle questioni legate all’immigrazione. L’amministrazione di Donald Trump lo aveva nominato a ottobre del 2025, incaricandolo di guidare le operazioni prima a Chicago, poi a Charlotte, a New Orleans e infine a Minneapolis. Il suo non era un ruolo ufficiale previsto dalla gerarchia della Border Patrol (che ha un capo, ed è Michael Banks), ma era stato creato appositamente dall’amministrazione. Bovino rispondeva quindi direttamente alla segretaria del dipartimento di Sicurezza interna, Kristi Noem.
Dei suoi metodi poco ortodossi si parlava da tempo, ma nelle ultime settimane Bovino era stato criticato in modo particolare per aver difeso le violenze documentate degli agenti dell’ICE a Minneapolis, arrivando a sostenere versioni dei fatti evidentemente false anche nel caso degli omicidi di Renee Good e Alex Pretti. In particolare nel caso di Pretti Bovino aveva detto che l’uomo sarebbe stato pronto a «massacrare gli agenti», cosa smentita dai diversi video circolati in seguito. Secondo varie ricostruzioni il presidente Trump sarebbe stato preoccupato per le critiche, e avrebbe così deciso per l’allontanamento di Bovino.
Nelle ore precedenti alla decisione Trump aveva parlato al telefono con il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, e con il governatore del Minnesota, Tim Walz, entrambi Democratici, con cui si era scontrato molto nelle ultime settimane. In seguito Walz ha detto che Trump aveva accettato di «ridurre» il numero di agenti federali in Minnesota. Ora secondo vari giornali, Bovino dovrebbe tornare al suo ruolo di supervisore della Border Patrol in California, e secondo l’Atlantic andrebbe in pensione a breve. La sottosegretaria agli Affari pubblici degli Stati Uniti Tricia McLaughlin ha comunque detto che non perderà il lavoro.
Trump ha annunciato l’arrivo in città di Tom Homan, da anni figura di spicco dell’amministrazione contro l’immigrazione illegale. Homan, definito da molti “lo zar del confine”, sostituirà, come sembra, Bovino nel guidare le operazioni degli agenti anti-immigrazione in Minnesota e a indagare sulla presunta frode da 20 miliardi di dollari ai danni dei servizi sociali dello Stato che coinvolge la comunità somala. Homan è una figura controversa, noto per l’efficacia operativa e la durezza dell’approccio nel pianificare espulsioni di massa. Il capo della Casa Bianca lo ha definito un duro ma giusto. Un curriculum da duro ma anche maggiore professionalità, che i repubblicani sperano possa allentare la tensione in una città sull’orlo della rivolta, dopo l’omicidio di Alex Pretti e le ricostruzioni del governo che assolvono i responsabili, puntualmente smontate dai video.
Quello tra i Dem e Donald Trump è uno scontro senza precedenti, che dopo l’omicidio di Alex Pretti si è trasferito anche a Washington. I democratici vogliono bloccare l’approvazione della legge di bilancio per il Dipartimento di Sicurezza, che contiene anche 10 miliardi di dollari per l’Ice. Il leader della minoranza Dem al Senato, Schumer, ha proposto ai repubblicani di riscrivere questa parte del provvedimento per evitare che nel fine settimana scatti di nuovo uno shutdown parziale.




