Almirante Karam, il mare come orizzonte strategico del Brasile
In Brasile è stata messa in acqua una delle più importanti realizzazioni tecnologiche e industriali della Marina del Paese sudamericano, un segnale forte di ambizione strategica e di autonomia: il sottomarino “Almirante Karam” (S-43), quarto e ultimo della classe Riachuelo, è stato varato il 26 novembre 2025 presso il Complexo Naval de Itaguaí nello Stato di Rio de Janeiro. Il varo di questo sommergibile diesel-elettrico, parte del PROSUB (Programa de Desenvolvimento de Submarinos), non è solo un evento tecnico ma un momento simbolico nella moderna storia militare brasiliana. Il PROSUB è un programma strategico nato nel 2008 da un accordo con la francese Naval Group per trasferire tecnologia, costruire un’industria navale nazionale e dotare la Marina brasiliana di una flotta sottomarina moderna, efficiente e costruita in patria. L’“Almirante Karam”, lungo circa 72 metri e con una massa immersa intorno alle 1.870-2.000 tonnellate, rappresenta il culmine della fase convenzionale di PROSUB: tutte e quattro le unità della classe Riachuelo (Riachuelo, Humaitá, Tonelero e appunto Almirante Karam) sono state costruite sotto l’ombrello di un accordo di cooperazione tecnica che ha generato capacità ingegneristiche e impieghi altamente qualificati all’interno del Brasile. La cerimonia ha avuto anche un altro momento importante: la consegna ufficiale alla Marina del terzo sottomarino della serie, Tonelero (S-42), già ultimato e pronto per le operazioni. Questo duplice evento segna un’accelerazione concreta del programma, con la Marina che ora dispone di mezzi moderni per sorvegliare i propri mari estesi e l’immensa “Amazônia Azul”, l’area marina strategica ricca di risorse naturali e vie commerciali cruciali per l’economia nazionale. Ma il varo dell’Almirante Karam è soprattutto un ponte verso qualcosa di ancora più ambizioso. Il PROSUB prosegue con la fase di realizzazione del primo sottomarino a propulsione nucleare del Brasile, il “Álvaro Alberto”, che punta a conferire capacità di pattugliamento prolungato e presenza strategica di lunga durata nelle acque dell’Atlantico meridionale. Questo progetto, estremamente complesso, è seguito con attenzione non solo per le implicazioni difensive ma anche per la spinta che dà all’industria e alla ricerca scientifica brasiliana. L’iniziativa, oltre a dare alla Marina brasiliana una marcia in più, riflette anche la volontà di Brasilia di porsi come attore sempre più autonomo e influente sulla scena internazionale, in una realtà in cui le rotte marittime e il controllo degli oceani giocano un ruolo sempre più centrale nella geopolitica globale.




