Macron-Putin. Un possibile incontro in vista tra i due leader
In vista un colloquio fra Emmanuel Macron e Vladimir Putin. “Nei prossimi giorni” l’Eliseo renderà note le modalità del contatto che può diventare uno snodo cruciale nelle trattative per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Il presidente russo ha espresso la sua disponibilità al dialogo con la controparte francese, ponendo come condizione “una reciproca volontà politica”, come ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov dopo che Macron ne aveva parlato al vertice Ue di giovedì.
L’Eliseo “ha accolto positivamente questa disponibilità per tale passo”. Macron aveva già parlato di un possibile incontro con Putin dopo il Consiglio europeo che due giorni fa ha approvato un prestito di 90 miliardi per Kiev: “Tornerà ad essere utile parlare con Vladimir Putin. Vedo che ci sono persone che stanno parlando con Vladimir Putin”, ha aggiunto, riferendosi in particolare al presidente americano Donald Trump che negli ultimi mesi ha avuto ripetuti contatti diretti con Putin e ha inviato recentemente i propri emissari – Steve Witkoff e Jared Kushner – al Cremlino.
Le ragioni della svolta di Macron, per ora, possono essere solo ipotizzabili. Di certo la mossa del presidente francese avviene nel solco della volontà dell’Ue – e della Coalizione dei Volenterosi – di avere un posto in prima fila nei negoziati, vista la convinzione che la sicurezza dell’Ucraina riguarda l’intero continente. Ma alla base della scelta di Macron ci potrebbero essere anche dinamiche intra-europee. Di fronte all’attivismo di Friedrich Merz da quando è alla guida della Germania, la Francia in questi ultimi mesi è sembrata essere un po’ in disparte, fiaccata anche dall’instabilità politica interna. Il Financial Times, ripercorrendo il Consiglio europeo di giovedì, ha sottolineato il ruolo decisivo della Francia nella fumata nera emersa sull’uso degli asset russi. “Macron ha tradito Merz”, ha spiegato un alto diplomatico presente nelle sale dell’Europa Building al foglio britannico. Ecco quindi che un ipotetico incontro con Putin riporterebbe Parigi al centro della diplomazia europea, a scapito proprio di Berlino.
C’è poi il fattore Donald Trump che, forse, ha pesato sulle scelte dell’Eliseo. La chiusura totale di Bruxelles al dialogo con il Cremlino rischia di mettere in secondo piano gli interessi dei Paesi Ue in Ucraina proprio mentre Trump non perde occasione per attaccare Bruxelles. Un’Europa strategicamente e militarmente autonoma – vecchio pallino di Macron – non può non confrontarsi in prima persona anche con il peggiore degli avversari. La mossa di Macron, per ora, è stata accolta dal silenzio non solo della Commissione Ue, ma anche di altri leader europei. L’Eliseo ha spiegato che “agirà in trasparenza”, ma il rischio che un eventuale colloquio tra Parigi e Mosca divida l’Europa è alto. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dal canto suo, non ha mai visto in cattiva luce simili tentativi.
Ora, anche l’Europa può diventare un interlocutore per Mosca. “Penso che noi, europei e ucraini, abbiamo interesse a trovare il quadro per riprendere questa discussione nella giusta forma. Altrimenti, discutiamo tra di noi con i negoziatori che discuteranno da soli con i russi, cosa che non è ottimale”, ha detto Macron a Bruxelles. Il presidente francese era stato inoltre uno degli ultimi leader europei a parlare con Putin prima dell’inizio della guerra in Ucraina nel 2022. Il coinvolgimento dell’Europa, che sostiene Kiev dall’inizio del conflitto, si profila nello scenario post-guerra delineato sull’asse con gli Stati Uniti: il piano prevede la presenza di una forza multinazionale in Ucraina, lontano dalla linea del fronte. L’invio di soldati europei sarebbe inserito nell’ambito delle garanzie di sicurezza richieste da Kiev. L’ipotesi di una presenza di truppe straniere, però, fino ad oggi è sempre stata contrastata dalla Russia.



