Trump e Meloni. Due discorsi a confronto
Donald Trump ieri sera ha tenuto un discorso alla Nazione dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca in cui ha messo in fila tutti i fallimenti dell’amministrazione che l’ha preceduto difendendo il bilancio del suo operato nel primo anno del secondo mandato. Al tempo stesso, domenica 14 sera la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto il discorso conclusivo della manifestazione di Atreju, organizzata a Roma da Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia.
“Buonasera America, undici mesi fa ho ereditato un disastro e ora lo sto risolvendo”, ha esordito Trump sganciando il primo siluro all’amministrazione Biden. “Fino a un anno fa, l’America era morta”, ha dichiarato il presidente. Che ha poi proseguito toccando alcuni dei temi che gli sono più cari. A cominciare dalla lotta al fentanyl e all’immigrazione clandestina. “Ho fermato l’invasione. Non ci serviva una nuova legge come ha detto Biden, serviva un nuovo presidente e così è stato. Abbiamo iniziato le deportazioni. Washington non è mai stata così sicura e stiamo distinguendo i cartelli della droga. L’arrivo della droga è diminuito del 94%”, ha rivendicato il presidente.
Ampio spazio, poi, alle questioni legate all’economia: “Sto facendo scendere i prezzi e lo sto facendo molto velocemente. Sotto Biden la maggior parte dei posti di lavoro sono andati ai migranti”, ha affermato Trump raccontando l’altro grande “disastro” imputato al predecessore- “Noi abbiamo creato posti di lavoro al 100% per cittadini nati in America”. Quindi la promessa: “A gennaio annuncerò il nome del nuovo presidente della Fed che ha come priorità il taglio dei tassi”.
Donald Trump ha poi proseguito trattando il tema dei dazi. Tariffs, anzi, è diventata la sua parola preferita: “Abbiamo attirato 18 miliardi di investimenti. Questo è stato possibile grazie alle tariffe. In passato altri Paesi le hanno usate contro di noi. Ma ora basta. Le aziende sanno che se aprono qui non le pagano e le stiamo attirando”. E ancora, Trump è tornato su un altro disastro, quello dei salari: “Sotto Biden i salari sono scesi di 3.000 dollari, con me sono saliti di 1.300 dollari. Per la prima volta in anni l’inflazione aumenta meno dell’aumento dei salari”.
Dal canto suo, nel suo intervento Meloni ha parlato di molti temi, dall’economia agli scenari internazionali, passando per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), l’immigrazione e il mercato del lavoro. «Gli italiani che oggi, come mai in passato, scelgono di investire i loro risparmi in titoli di Stato italiani perché finalmente si fidano». Questa è una dichiarazione che Meloni ha già fatto altre volte da quando è diventata presidente del Consiglio e rientra nella narrazione, portata avanti anche da altri esponenti del governo, secondo cui il debito pubblico italiano starebbe tornando “nelle mani” degli italiani. In realtà i numeri mostrano un quadro più sfumato. Secondo i dati della Banca d’Italia, durante il governo Meloni – che si è insediato verso la fine del 2022 – è aumentata la percentuale del debito pubblico sul totale posseduta dalle famiglie italiane, passando dal 5 per cento al 13 per cento circa.
Nel suo intervento, durato circa un’ora, la premier ha difeso l’operato del suo governo e ha lanciato attacchi molto duri al centrosinistra e ai magistrati, criticando in particolare la segretaria del PD Elly Schlein per la sua assenza e accusando l’opposizione di non avere veri contenuti politici da offrire. Ha rivendicato l’orgoglio per il percorso compiuto e per i risultati raggiunti, sottolineando l’idea che “gli italiani si fidano del governo” e che la comunità politica di Atreju rappresenta un luogo di riconoscimento delle idee che sostengono il suo progetto nazionale. Sul piano internazionale, Meloni ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare l’autonomia difensiva dell’Europa in risposta ai segnali di disimpegno da parte degli Stati Uniti, sostenendo che l’Europa debba organizzare la propria difesa per non dipendere unicamente da alleati esterni. Questo messaggio è stato inserito nel contesto di un discorso più ampio in cui ha difeso anche i legami con altri leader presenti e ha sottolineato l’importanza della coesione tra i partner europei di fronte alle sfide globali.
Negli interventi recenti sia Giorgia Meloni che Donald Trump mostrano uno stile fortemente politico e identitario, ma con priorità e pubblico molto diversi. Nel discorso di Meloni l’accento era posto sulla difesa della coesione nazionale, sulla legittimazione del proprio operato e sulla centralità europea in politica estera, con richiami alla responsabilità dell’Italia nell’ambito dell’autonomia difensiva europea e critiche all’opposizione interna. Al contrario, il discorso di Trump alla nazione in questi giorni ha avuto come focus principale la celebrazione dei risultati ottenuti nell’economia e nella sicurezza interna, denunciando un presunto “disastro ereditato” dall’amministrazione precedente, difendendo l’uso dei dazi e annunciando bonus militari come simboli di successo politico, con attacchi agli avversari politici interni più che a rivali esteri.




