Berlino: continuano i colloqui con Zelensky
Berlino. Sono ore cruciali per gli Europei che stanno studiando la prossima mossa nello scacchiere delle possibilità che è la guerra in Ucraina. La città tedesca è al centro di un round di negoziati che tra il 14 e il 15 dicembre ha visto Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la delegazione statunitense guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner, nominati da Donald Trump come negoziatori ufficiali, riuniti tutti in un incontro durato più di cinque ore.
Si è parlato tanto di garanzie di sicurezza per Kiev, considerate imprescindibili dai leader occidentali prima di qualsiasi progresso sul terreno. Fonti giornalistiche come il Financial Times, riferiscono che Zelensky sarebbe pronto anche a rinunciare all’adesione alla NATO in cambio di un’assicurazione di difesa collettiva da parte di Stati Uniti, Canada, Giappone e altri alleati.
“Le parti si fermino dove sono”, ha spiegato Zelenskyy, sostenendo che il congelamento delle posizioni attuali sul Donbass rappresenti la base per un cessate il fuoco stabile.
Il focus della tranche diplomatica che incomincerà alle 10 (ora italiana), è il piano finanziario da 210 miliardi di euro per l’Ucraina. A Kiev saranno destinati ben 185 miliardi provenienti da attività russe congelate nel depositario Euroclear a Bruxelles, mentre i restanti 25 miliardi da altri Stati membri. L’obiettivo è garantire liquidità immediata per le spese militari e civili del Paese.
Il fronte europeo e il fianco orientale
I ministri degli Affari esteri UE continuano a discutere sul destino del sostegno europeo all’Ucraina. Il piano da dibattere presenta riserve sia per il Belgio che per Italia, Malta, Bulgaria e Repubblica Ceca che hanno richiesto alternative per finanziare l’alleato ucraino. Sebbene non abbiano potere di veto, le loro posizioni pubbliche rendono più complessa la possibilità di chiudere un accordo politico prima del vertice di giovedì.
Insieme ai colloqui a Bruxelles, oggi è previsto un incontro dei leader del cosiddetto “fianco orientale” europeo – tra cui Paesi baltici e Polonia – a Helsinki, per discutere ulteriormente la strategia comune. Nel frattempo, il Belgio continua a collaborare attivamente sul piano, proponendo modifiche da valutare nella riunione degli ambasciatori dell’UE.
Con i colloqui in Germania e le discussioni intraprese a Bruxelles, le prossime ore saranno decisive per capire se il cammino europeo e ucraino si costruirà su un compromesso politico e finanziario soddisfacente, garantendo sicurezza a Kiev e sostegno internazionale immediato. Ma soprattutto sarà un ulteriore banco di prova per capire se il Vecchio Continente è ancora in grado di ritagliarsi un posto di tutto rispetto nelle relazioni internazionali oppure se anche stavolta le decisioni spetteranno a Washington e all’Europa, da far da spettatore.




