L’Ue d’accordo sul blocco degli asset russi: cruciale l’articolo 122
L’Ue ha dato il via libera al blocco senza scadenza degli asset russi, con 25 voti favorevoli sui 27 Paesi membri. Tra questi, spicca il “sì” di Italia, Belgio, Bulgaria e Malta. È un punto di non ritorno nei rapporti tra Bruxelles e Mosca.
Ue: il rivoluzionario art. 122 e le perplessità
Anche Roma, anche se in maniera piuttosto fredda, si è dichiarata dalla parte dell’Ue e dunque dell’Ucraina, a dispetto degli unici due Paesi contrari: Ungheria e Slovacchia.
La decisione dell’Ue è arrivata per procedura scritta e contiene due importanti novità: evita il rinnovo semestrale del divieto di trasferimento a Mosca delle attività della Banca Centrale russa, che restano così immobilizzate dal’Ue, con la fine della guerra come unica scadenza; il ricorso all’articolo 122, che consente alla Commissione Europea, l’esecutivo, di bypassare il consenso per unanimità, in casi di emergenza.
Una scelta, si capisce, assolutamente straordinaria e che conferisce molto potere all’Ue, a discapito del costante “no” di Viktor Orban e Robert Fico. Il voto è persino avvenuto in tempi anticipati, su idea di Ursula von der Leyen e Antonio Costa.
Ora si attende con ansia il summit dei leader del 18 dicembre, che potrebbe rappresentare una dura resa dei conti, un vero e proprio “confronti politico”, come detto da Costa.
Sia il Belgio che l’Italia hanno infatti espresso alcune perplessità sul blocco degli asset, pur avendo votato a favore. Come sottolineato ad esempio dal governo italiano, la decisione avrebbe dovuto tenersi solo dopo il confronto dei leader. Ha poi rimarcato che il voto a maggioranza qualificata non deve costituire “un precedente per la politica estera e di sicurezza comune”.
Un momento decisivo per la sovranità dell’Unione
La tendenza generale appare dunque quella di trovare vie intermedie alternative, non di procedere al blocco.
Ma von der Leyen rimane ferma sulla sua linea: “Il voto di oggi è un segnale forte alla Russia e un messaggio potente all’Ucraina”. Eppure l’Ue non si è mai trovata più in difficoltà di così. Oltretutto, il blocco non è solo un messaggio alla Russia, ma anche agli Stati Uniti. È infatti una forte affermazione del principio di sovranità.
Del resto, come può l’Ue accettare un accordo tra Paesi terzi che decide in merito a una situazione di sua competenza (l’indipendenza e stabilità dell’Ucraina)? Ad ogni modo, Mosca ha già risposto, con la Banca Centrale che ha annunciato di aver fatto causa contro Euroclear, che detiene la maggioranza degli asset russi.




