Colloqui Usa-Ucraina a Miami: Rubio “C’è ancora lavoro da fare”
Ieri 30 novembre, la delegazione ucraina ha incontrato quella Usa a Miami, in vista dei colloqui tra Washington e Mosca, ai quali è prevista la partecipazione di Vladimir Putin e per cui l’inviato Steve Witkoff si prepara già a partire.
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha sottolineato che “c’è ancora lavoro da fare”. Questo dopo ben quattro ora di bilaterali in merito al piano di pace tra Russia e Ucraina.
Tale piano, articolato in 28 punti, aveva generato numerose critiche, per via della sua tendenza a favorire gli interessi russi — si era parlato proprio di un testo russo. Questo perché inizialmente imponeva limiti alle dimensioni dell’esercito ucraino, bloccava l’ingresso del Paese nella Nato (anche se tale aspetto è risaputo) e chiedeva che l’Ucraina andasse alle urne entro 100 giorni.
Dopo le modifiche al piano conquistate da Kiev, Mosca sembra ancora meno disposta a collaborare.
Non sono emersi molti dettagli sull’incontro, ma fonti locali riportano che i diplomatici avrebbero discusso delle scadenze elettorali e della possibilità di cessione dei territori. Si tratta dei punti su cui, nei colloqui a Ginevra, non era stato trovato nessun accordo.
Rubio ha aggiunto che “Non si tratta solo dei termini che pongono fine ai combattimenti, ma anche di quelli che creano le condizioni per una prosperità a lungo termine dell’Ucraina”.
Ha poi assicurato che l’amministrazione Usa vuole “porre fine al conflitto e creare un meccanismo che consenta all’Ucraina di essere indipendente e sovrana, di non avere mai più un’altra guerra e di creare un’enorme prosperità per il suo popolo”.
Dal punto di vista ucraino, il capo del Consiglio di sicurezza Rustem Umerov ha espresso l’apprezzamento per l’operato statunitense: “Gli Stati Uniti ci ascoltano, ci sostengono. Gli Stati Uniti lavorano al nostro fianco”. Per Trump, ci sono “buone possibilità” per un accordo.
Parlando poi delle direttive del presidente Zelensky, Umerov ha dichiarato che “sono chiare: salvaguardare gli interessi ucraini, garantire un dialogo sostanziale e procedere sulla base dei progressi compiuti a Ginevra”.
Dei colloqui tutto sommato rassicuranti, in un momento così critico per l’Ucraina, intenta a respingere l’esercito russo e tentare di risolvere lo scandalo di corruzione interna.




