La contro-proposta di Bruxelles per la pace Russia-Ucraina
L’indiscutibile piano in 28 punti di Donald Trump è stato apparentemente rifiutato. A Ginevra, i leaders europei hanno rivisitato il piano di pace aprendo uno scenario di speranza per Kiev. Alcune fonti dicono che i punti diminuiranno, scendendo a 24, e questa bozza sembrerebbe soddisfacente per tutte le parti.
I primi articoli della bozza (1-12):
Il punto 1 è chiaro: la sovranità dell’Ucraina deve essere riconfermata. A differenza della proposta scorsa, dove il Donbass e la Crimea finivano nell’amministrazione di Mosca e il russo diventava la seconda lingua ufficiale del paese. Mentre il piano USA chiedeva che la NATO non si espandesse, il punto 8 afferma che non è intenzionata a dislocarsi sotto il suo comando in Ucraina in tempo di pace. I caccia NATO, in aggiunta, saranno stanziati in Polonia (punto 9).
Si punta a un accordo definitivo di non aggressione tra Ucraina e Russia, quest’ultima si dovrà trovare a trattare la creazione di un ambiente di de-escalation per la ripresa economica e di innovazione dell’Ucraina (punti 2, 4). Kiev è in mani sicure, se verrà accettato questo nuovo piano di pace: gioverà di garanzie di sicurezza, avrà la possibilità di aderire alla NATO se affiancata da consensi, accesso preferenziale nel mercato (proposta in fase di valutazione) e un solido pacchetto di riqualificazione (punti 5, 7, 11, 12). Però, come la Russia, ha le sue limitazioni. “La dimensione dell’esercito ucraino sarà limitata a 800.000 unità in tempo di pace” Afferma il punto 6.
In rispetto all’articolo 5 della NATO (“Un attacco armato contro uno o più alleati in Europa o Nord America sarà considerato un attacco contro tutti”), gli USA riceveranno un risarcimento e l’Ucraina perderebbe i suoi sostegni nel caso invadesse la Russia.
Gli ultimi articoli della bozza (13-28):
Ritorno al G8, riduzione delle sanzioni e un accordo di cooperazione: anche la Russia ha ei vantaggi nel piano UE (punto 13). Anche il punto 21 è a tutela di Mosca. “L’Ucraina si impegna a non riconquistare il suo territorio sovrano occupato con mezzi militari. I negoziati sugli scambi territoriali inizieranno dalla Linea di Contatto.”
La Russia, dopo aver sancito una legislazione di non aggressione, sarà istituita una task force per far rispettare tutte le disposizioni nell’accordo. (punto 15)
Il dominio dei maggiori centri di risorse sono previsti nel patto. Riguardo alla centrale di Zaporizhzhia, l’energia prodotta verrà equamente ripartita al 50% tra Russia e Ucraina. Invece, sul fiume Dnepr, la Russia non potrà ostacolare l’Ucraina nel suo uso commerciale che accetta di rimanere uno Stato non nucleare ai sensi del TNP (punti 18, 19, 23).
L’Unione Europea si è preparata per fronteggiare la crisi umanitaria nell’area. E’ stata stabilita la liberazione di detenuti civili e ostaggi (soprattutto i bambini), ricongiungimento delle famiglie e presto si adotteranno delle misure per le sofferenze delle vittime (punto 24). Si promette una ricostruzione completa, nonostante la strada sia lunga con un conflitto di quattro anni alle spalle (punto 14).
La salvaguardia dell’Ucraina è confermata, ma non il presidente Volodymyr Zelensky. Finito il conflitto, si dovranno tenere le elezioni (punto 25).
Il probabile accordo di pace si conclude così: “Una volta che tutte le parti avranno accettato il presente memorandum, il cessate il fuoco entrerà immediatamente in vigore non appena entrambe le parti si saranno ritirate nei punti concordati per l’inizio dell’attuazione dell’accordo. Le modalità del cessate il fuoco, incluso il monitoraggio, saranno concordate da entrambe le parti sotto la supervisione degli Stati Uniti.”
Gli Stati Uniti e la Russia hanno scritto la loro proposta, l’Unione Europea ha scritto la controproposta. Tutti gli attori del conflitto sono pronti a concludere la guerra, ma nessuno ne condivide il come.



