USA-Cina e l’incontro tra Trump e Xi Jinping
Si è conclusa domenica in Malaysia la prima tappa del viaggio di Trump nel continente asiatico con la firma di accordi commerciali con i Paesi dell’Asean, l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico, Thailandia, Malesia, Cambogia e Vietnam. Fra loro, la Malaysia in particolare si è impegnata a investire 70 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi dieci anni per ottenere un abbassamento dei dazi che attualmente sono al 19%. L’intesa che include anche impegni sui diritti dei lavoratori e tutela ambientale, sono avvenuti dopo la firma di un impegno di pace tra Thailandia e Cambogia. Tra questi due Paesi vi erano state forti tensioni sfociate, lo scorso luglio, in azioni militari reciproche su di una zona di confine contesa.
Nel frattempo, Trump è arrivato in Giappone, dove ha incontrato sia l’imperatore Naruhito che la neo-premier, Sanae Takaichi. Il vertice si è concentrato sulla definizione di un accordo commerciale bilaterale, precedentemente stilato, per il quale il Tokyo aveva ottenuto una diminuzione dei dazi Usa dal 25 al 15%, ma in cambio si era impegnato a investire 550 miliardi di dollari nell’economia statunitense. “Qualsiasi cosa io possa fare per aiutare il Giappone, noi ci saremo. Siamo alleati ai massimi livelli” ha dichiarato Trump, confermando a Takaichi l’impegno degli Stati Uniti nei confronti del Giappone e sottolineando l’importanza del ruolo di Takaichi come prima donna alla guida del governo giapponese.
In cima all’agenda, oltre al commercio, anche le spese per la difesa (ieri la premier ha annunciato che arriveranno al 2% del Pil entro marzo) e Taiwan, isola di fatto indipendente (dove Takaichi è stata ad aprile), che rivendica la sua democrazia, ma che la Cina considera una “provincia ribelle” da “riunificare” e su cui aumenta il pressing politico e militare. La Cina è pronta a perseguire una «riunificazione pacifica» con Taiwan, pochi giorni dopo che il presidente Usa Donald Trump ha detto che il suo omologo Xi Jinping gli ha promesso di non invadere l’isola finché sarà alla Casa Bianca. Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri, ha ribadito la posizione di Pechino secondo cui la questione di Taiwan è un «affare interno» della Cina, quando le è stato chiesto di commentare le dichiarazioni di Trump. «Siamo pronti a lavorare con massimo impegno e sincerità alla riunificazione pacifica, ma non permetteremo ad alcuno di separare Taiwan dalla Cina in alcun modo», ha aggiunto Mao.
Gli Stati Uniti e la Cina hanno raggiunto un accordo quadro sul commercio su cui si concentreranno le discussioni tra i leader dei due Paesi, Donald Trump e Xi Jinping, durante il loro incontro in programma giovedì in Corea del Sud, ha detto a Cbs il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent. Questo include un «accordo definitivo» sulle attività di TikTok negli Stati Uniti e il rinvio dei controlli più severi sulle esportazioni di terre rare da parte della Cina, ha spiegato Bessent, aggiungendo che, a questo punto, i dazi del 100% sui prodotti cinesi minacciati dal presidente Usa non dovrebbero entrare in vigore, mentre la Cina riprenderà ad acquistare ingenti quantitativi di soia dagli Stati Uniti. Sia Washington che Pechino stanno ccercano di evitare un’ulteriore escalation della guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali.
L’accordo arriva dopo settimane di forte tensione tra le due principali economie mondiali. In base all’accordo, la Cina rinvierà di un anno l’entrata in vigore dei controlli sulle esportazioni di terre rare (di cui Pechino controlla il 70% della produzione mondiale), cruciali per l’industria tecnolgica e militare. Inoltre, verrà impedito l’ingresso negli USA dei precursori chimici del fentanyl e Pechino si sarebbe impegnata ad acquisti “consistenti” di soia e altri prodotti agricoli.
Bessent ha incontrato alti funzionari commerciali cinesi a margine del vertice dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean) in Malesia, a cui Trump parteciperà nell’ambito di un tour in Asia. Pechino ha affermato che i colloqui sono stati «costruttivi». Bessent ha affermato che i Paesi hanno «raggiunto un accordo quadro sostanziale per i due leader», aggiungendo che «i dazi saranno evitati». Il governo cinese ha invece affermato in una nota che entrambi i team negoziali «hanno raggiunto un consenso di base sugli accordi per affrontare le rispettive preoccupazioni. Entrambe le parti hanno concordato di definire ulteriormente i dettagli specifici».




