Gaza: Hamas consegna 4 salme alla Croce Rossa, riaperto anche il valico di Rafah per gli aiuti
Dall’Idf e dallo Shin Bet è giunta la notizia della consegna, da parte di Hamas, di altre 4 salme alla Croce Rossa.
Nonostante Israele voglia tutti i corpi dei rapiti e la strada sia ancora lunga, a Gaza ci si avvia verso la “fase 2” del piano di Trump, stabilito dal recente accordo di pace tra Israele e Hamas.
Non solo, Netanyahu ha ritirato le sanzioni iniziali, decidendo di riaprire il valico di Rafah, fondamentale per l’arrivo degli aiuti umanitari a Gaza.
Ma né il cessate il fuoco né tali aperture significano che le persone non stanno più morendo sulla Striscia: spari da parte dell’Idf a “individui sospetti” che si avvicinano troppo, fame, malattie e forme di vendetta continuano a gravare sulla popolazione palestinese.
Ritrovare i corpi e ricostruire Gaza: quale prezzo da pagare?
I mediatori stanno lavorando alla seconda fase del piano Trump per Gaza, che prevede la messa in sicurezza e l’amministrazione della Striscia.
E nonostante anche l’Egitto e molte altre realtà stiano collaborando per ritrovare tutti i corpi dei morti sotto le macerie, potrebbero volerci ancora giorni o persino settimane.
A Gaza la realtà è infatti questa: oltre l’80% degli edifici sono stati distrutti o danneggiati dalla guerra, generando circa 55 milioni di tonnellate di macerie; sono stati recuperati circa 250 corpi dopo il cessate il fuoco, ma quelli sotto le macerie potrebbero essere oltre 10.000; migliaia di persone hanno bisogno di evacuazione medica per ricevere cure adeguate fuori dalla Striscia, riferisce l’Oms.
L’apertura di tutti i valichi di frontiera risulta cruciale in questa fase.
L’informativa di Tajani alla Camera
Nel frattempo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto alla Camera, parlando della Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf) che Trump intende dispiegare a Gaza. Ha riferito che l’Italia si dichiara pronta a fare la propria parte e ha parlato di una “svolta storica”, che potrebbe cambiare il volto del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Ha poi definito l’accordo di pace come “un successo legato a un filo”, aggiungendo tuttavia che la strada si è ormai aperta per “una Gaza libera dall’incubo di Hamas”. Non ha però nominato l’altro incubo, quello di Israele.
È prevista per oggi una riunione governativa sulla ricostruzione di Gaza.




