Chi è Jared Kushner, inviato da Trump per i negoziati con Hamas in Egitto
C’è tanta attesa per i colloqui indiretti tra Hamas e Israele, che si terranno in Egitto a Sharm El Sheik, come conseguenza del piano di Trump per “la fine del conflitto a Gaza”.
Il tycoon conta di completare la prima fase dei negoziati questa settimana e aggiunge: “Hamas ora deve fare in fretta, non tollererò ritardi. Sarà annientata se rifiuterà di cedere il potere e il controllo di Gaza”. Ha fatto pressing anche su Netanyahu: “È un ottimo accordo per Israele”.
Questa mattina, al Cairo, la delegazione di Hamas ha già incontrato alcuni rappresentanti di Egitto e Qatar, ma si attende ancora l’incontro con la delegazione Usa, composta da Steve Witkoff e Jared Kushner. Quest’ultimo è una scelta sicuramente peculiare.
Jared Kushner: un imprenditore-diplomatico
Jared Kushner è il genero di Donald Trump, per via del matrimonio con Ivanka Trump. Ha lavorato principalmente come investitore immobiliare a New York City e nel 2006 si è avvicinato anche all’editoria, acquistando il New York Observer.
Inizialmente democratico, Kushner ha pian piano modificato la sua political stance. Dopo la delusione provocata dall’amministrazione di Obama, nel 2009 l’imprenditore si è registrato come indipendente. Successivamente l’unione con la famiglia Trump ha di nuovo cambiato le carte in tavola: dal 2014 ha supportato la campagna del suocero repubblicano, di cui è stato consigliere senior dal 2017 al 2021.
Ha persino assunto, insieme a Paul Manafort e Brad Parscale, la Cambridge Analytica di Steve Bannon, per sostenere la corsa di Trump.
Kushner e la Riviera
Oggi, Kushner è uno dei grandi ispiratori del piano “Riviera del Medio Oriente”, che prevede il trasferimento della popolazione palestinese e il collocamento del territorio della Striscia sotto l’amministrazione Usa. Il piano prende anche il nome di “GREAT Trust” (“Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust”).
Nel 2024, ne parlava così: “le proprietà sul lungomare a Gaza potrebbero avere un grande valore, se le persone si concentrassero sullo sviluppo delle loro condizioni di vita. La situazione è un po’ spiacevole lì, ma dal punto di vista di Israele, farei del mio meglio per espellere le persone e pulire tutto dopo.”
Il problema è che tale situazione spiacevole è prima di tutto politica e religiosa, non di certo economica-immobiliare. Ma, del resto, l’intera crew di Trump proviene dal mondo imprenditoriale, ciò vale per lo stesso Steve Witkoff.
Come possa questo coniugarsi con la diplomazia richiesta dalla guerra e dal genocidio in corso è tutto da vedere.




