ONU: un simbolo ormai privo di potere?
Da ormai troppo tempo l’ONU è sotto il tiro delle critiche. Guardandoci intorno non è certo difficile intuire il perché. Il panorama geopolitico mondiale è ormai saturo di conflitti, guerre, morte e distruzione e, di fronte a tutto questo, la domanda sorge spontanea. Quest’organizzazione tanto decantata funziona davvero? Oggi, nei giorni dell’80° riunione dell’Organizzazione questo interrogativo torna più vivo che mai e torniamo a domandarci se tutte le parole spese non siano solo forma vuota di qualsiasi significato.
La missione originaria dell’ONU e la sua crisi attuale
Quando l’ONU è stata fondata a seguito delle due Grandi guerre l’obiettivo era chiaro: prevenire nuovi conflitti mondiali. Proprio oggi che lo spettro di una terza guerra mondiale risuona su ogni prima pagina dei giornali la sua autorevolezza si è ridotta drasticamente. Le sue mani appaiono legate, e spesso la causa va ricercata nella stessa struttura che 80 anni fa le fu data. Il Consiglio di Sicurezza è infatti paralizzato dal diritto di veto esercitato da Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito. Potenze che, oggi, non potrebbero essere più distanti tra loro.
Di conseguenza, gli appelli e le risoluzioni dell’ONU, pur rappresentando un importante richiamo al dialogo e alla legalità internazionale, vengono frequentemente ignorati o addirittura contrastati dagli Stati stessi. Questo meccanismo di veti incrociati ha reso l’organizzazione incapace di intervenire efficacemente nelle crisi più gravi, alimentando così un senso di impotenza che grava sulla sua immagine e sulla fiducia che la comunità internazionale ripone in essa.
Critiche dai leader del mondo
Il senso di frustrazione nei confronti dell’ONU non è una novità, ma oggi il clima sembra ancora più aspro. Diversi leader, intervenuti nei giorni scorsi al Palazzo di Vetro, hanno espresso in modo aperto le loro perplessità. Sono due, in particolare, le dichiarazioni che colpiscono: quella del presidente Trump e del suo omologo Ucraino. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato della “totale inutilità” del diritto internazionale, affermando che, quando chiamato a scontrarsi con le armi, esso non può nulla. Ancor più diretto Donald Trump, che con il suo consueto tono provocatorio ha chiesto: “Qual è lo scopo delle Nazioni Unite?”. Nessuno nega il potenziale dell’ONU, nemmeno Trump lo fa, ma oggi l’organizzazione sembra solo una bella idea, mai davvero realizzata.
E se non fosse tutta colpa dell’ONU?
Tuttavia, dare tutta la colpa all’ONU rischia di diventare un modo comodo per lavarsene le mani. Di fronte alla critiche, infatti, i funzionari dell’ONU rispondo in modo chiaro. Le organizzazioni internazionali sono e fanno solo ciò che gli Stati membri, e in particolare i più forti, permettono loro di essere e di fare. È così che funzionano, o forse sarebbe meglio dire “non funzionano”, queste organizzazioni. A partire dai loro meccanismi decisionali, come quello del Consiglio di Sicurezza.
La responsabilità, allora, non è solo dell’ONU. Anzi, spesso l’ONU è stata tirata per la giacca ben sapendo che i veti incrociati ne avrebbero impedito qualsiasi reale coinvolgimento. L’ONU è lo specchio della comunità internazionale. E se il riflesso oggi appare frammentato, forse è perché così è diventato il mondo che dovrebbe rappresentare.




