Spazio aereo chiuso ai confini con la Bielorussia: ecco i Paesi coinvolti.
Gli scorsi giorni non sono stati facili per la geopolitica internazionale. Nuove micce sono apparse sul terreno, pronte a innescare un conflitto potenzialmente molto più ampio. Il drone russo caduto in territorio polacco ha infatti scosso profondamente l’Europa, facendo crescere la tensione a dismisura. Ora, mentre Russia e Bielorussia conducono esercitazioni militari congiunte, l’Europa si trova costretta a valutare con urgenza possibili contromisure. Si procede con cautela, ma intanto Polonia e Lettonia hanno già deciso di chiudere parte dei propri spazi aerei.
La Polonia chiude lo spazio aereo al confine
Nelle zone al confine tra Ucraina e Bielorussia, la Polonia ha già da giorni chiuso lo spazio aereo. Le limitazioni riguardano soprattutto le aree di confine con Bielorussia e Ucraina, e interessano in particolare droni e piccoli velivoli, mentre i voli commerciali dovrebbero restarne esclusi. Durante il giorno, aerei ed elicotteri potranno sorvolare queste zone solo entro l’altitudine di 3.000 metri e dovranno essere dotati di radio e localizzatore. Di notte, invece, il divieto sarà totale: potranno volare soltanto i mezzi militari. Il blocco è assoluto per i veicoli senza pilota, come i droni.
Anche la Lettonia adotta misure preventive
In risposta ai recenti avvenimenti e in concomitanza con le esercitazioni Namejs, anche la Lettonia ha deciso di adottare misure precauzionali, definite dal governo “azioni preventive e di massima allerta”. Il paese, a partire dalla giornata di ieri, ha infatti chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo lungo i confini orientali con Russia e Bielorussia. Per il momento, la decisione ha una durata limitata: resterà in vigore fino al 18 settembre, ma non si esclude un prolungamento.
Perchè anche la Lettonia ha scelto di adottare queste misure.
Leggendo il post pubblicato dal ministro Andris Sprūds su X (ex Twitter), le motivazioni appaiono chiare:
“In base alla valutazione dell’Esercito lettone, stiamo chiudendo la zona di spazio aereo della Lettonia vicino al confine orientale con la Bielorussia e la Russia. La zona di spazio aereo sarà chiusa da oggi alle 18:00 per almeno una settimana – fino al 18 settembre. Non c’è una minaccia immediata, ma l’Esercito è in stato di massima allerta durante le esercitazioni di difesa nazionale denominate Namejs. Questo ci permetterà di controllare pienamente la zona riservata e faciliterà il rilevamento di oggetti volanti non autorizzati. Libererà lo spazio aereo per gli aerei caccia della missione NATO di pattugliamento aereo baltico e per la nostra difesa aerea. Consentirà inoltre di testare in modo intensivo i sistemi di sorveglianza acustica dello spazio aereo, di effettuare simulazioni con droni e anti-droni, e di schierare e addestrare unità di combattimento mobili aggiuntive.”
A giustificare la misura è poi intervenuto anche il comandante delle Forze armate nazionali lettoni. Secondo lui, le dinamiche e le velocità in aria rendono l’ambiente particolarmente vulnerabile a provocazioni improvvise, rendendo necessaria un’azione tempestiva per garantire il pieno controllo. La chiusura, ha aggiunto, permetterà di reindirizzare il traffico aereo civile, rendendo più rapido il processo decisionale in caso di emergenza.
Polonia e Lettonia non sono stati gli unici Paesi a prendere contromisure
Se Lettonia e Polonia sono oggi in prima linea nelle reazioni alle provocazioni russe, non significa che siano i soli ad aver adottato misure. Negli scorsi mesi, anche altri paesi avevano introdotto limitazioni temporanee allo spazio aereo. La Lituania, ad esempio, aveva chiuso parzialmente il proprio spazio aereo il 21 agosto 2025, dopo una serie di violazioni da parte di droni russi nel mese di luglio. Uno di questi si era schiantato vicino al confine, mentre un altro aveva addirittura sorvolato la capitale Vilnius trasportando un carico esplosivo.
La situazione ai confini orientali dell’Europa si fa ogni giorno più delicata. Il vecchio continente si trova davanti a una fase cruciale, in cui ogni decisione potrebbe influenzare gli equilibri futuri. Ora più che mai, la cautela resta d’obbligo.



