Volenterosi riuniti a Parigi, 26 Paesi offrono sicurezza a Kiev
Giovedì il presidente francese Emmanuel Macron, al termine di una riunione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri leader europei, ha presentato in modo piuttosto vago un piano per sostenere l’Ucraina attraverso la cosiddetta “coalizione di volenterosi”, un gruppo di paesi occidentali che si è posto l’obiettivo di lavorare per la fine della guerra tra Russia e Ucraina.
“Stiamo dando concretezza alle garanzie di sicurezza a lungo termine per l’Ucraina e assicurando fin da ora il supporto alle nostre Forze di difesa ucraine”. Così ha scritto in un post su ‘X’ il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La Russia sembra “voler continuare in una guerra permanente come abbiamo visto negli ultimi giorni. La Russia ha perso circa 1 milione di soldati dall’inizio di questa guerra e ha occupato parte del territorio ucraino, ma non ha diritto di farlo. il problema è che la Russia sta portando avanti una guerra di aggressione, una guerra che va contro la morale”. Così il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato durante la riunione “L’obiettivo dell’incontro è accertarsi di avere le condizioni per un negoziato di pace, ma le discussioni ci saranno solo con delle forti garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Se la Russia rifiuterà di assumersi le proprie responsabilità proseguiremo con delle sanzioni aggiuntive nostre e americane“.
Alla riunione erano presenti tra gli altri il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni. Hanno discusso in teleconferenza con il presidente statunitense Donald Trump, nel tentativo di ottenere l’approvazione degli Stati Uniti, parlando anche dell’opportunità di inviare truppe occidentali in Ucraina, tema di cui si discute da tempo e su cui i leader europei continuano a essere in disaccordo.
Il piano presentato prevede tra le altre la possibilità di inviare truppe occidentali in Ucraina con funzioni di peacekeeping, che interverrebbero nel caso in cui la Russia non dovesse rispettare un eventuale cessate il fuoco o accordo di pace. Sarebbe una garanzia di sicurezza, ossia una delle condizioni e degli impegni che l’Ucraina chiede ai propri alleati per evitare di essere nuovamente attaccata dalla Russia, e nel caso per assicurarsi la capacità di rispondere in maniera efficace. Macron ha assicurato che non «c’è alcun dubbio» che gli Stati Uniti collaboreranno, anche se in realtà Zelensky e i suoi alleati occidentali non hanno ancora ottenuto che gli Stati Uniti inviino loro soldati in Ucraina come parte delle garanzie di sicurezza internazionali per tutelare il paese da future invasioni.
La reazione dei vari leader è stata varia: Merz ha detto che la Germania deciderà su un eventuale impegno militare solo dopo aver chiarito le condizioni generali dell’intervento, che hanno soprattutto a che fare con la certezza della partecipazione degli Stati Uniti in sostegno ai soldati europei, qualora venissero attaccati dalla Russia. Dopo una richiesta di chiarimento, Macron ha precisato che la Germania, l’Italia e anche la Polonia, a sua volta contraria all’invio di truppe, fanno parte dei 26 paesi ma che ciascuno avrà le proprie modalità di intervento. «Alcuni dispiegheranno truppe sul terreno in Ucraina, altri metteranno a disposizione le loro basi e resteranno nei confini dei paesi membri della NATO».
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal canto suo, ha nuovamente illustrato la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington, quale elemento qualificante della componente politica delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Nel ribadire l’indisponibilità dell’Italia a inviare soldati in Ucraina, la Presidente Meloni ha confermato l’apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini. Meloni ha partecipato in seguito a un successivo collegamento telefonico con il Presidente Trump nel quale sono stati condivisi gli esiti della riunione della mattina ed è stato riaffermato il senso di unità nel ribadire l’obiettivo comune di una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Essa può essere solo raggiunta con un approccio che unisca il continuo sostegno all’Ucraina, il perseguimento di una cessazione delle ostilità, il mantenimento della pressione collettiva sulla Russia, anche attraverso lo strumento delle sanzioni, e solide e credibili garanzie di sicurezza, da definire in uno spirito di condivisione tra le due sponde dell’Atlantico.




