La Francia riconoscerà lo stato di Palestina
Giovedì sera il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia riconoscerà la Palestina come stato: sarà il primo grande paese occidentale a farlo. L’annuncio formale avverrà a settembre a New York, durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite. “Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Ne farò l’annuncio solenne all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel prossimo mese di settembre”, scrive il capo dello Stato francese su X e Instagram.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato Macron, e ha detto che il riconoscimento rappresenta un pericolo per Israele. Molto dure le critiche dagli Stati Uniti a Israele. Anche il Segretario di stato Usa Marco Rubio ha condannato con un post su X la decisione del presidente della Repubblica francese: “Gli Stati Uniti respingono fermamente il piano di Macron di riconoscere uno Stato palestinese all’assemblea generale Onu. Questa decisione sconsiderata non fa che alimentare la propaganda di Hamas e ostacola la pace. È uno schiaffo in faccia alle vittime del 7 ottobre”. La Palestina è riconosciuta internazionalmente da 147 stati membri delle Nazioni Unite su 193: quasi tutti i paesi dell’Asia, dell’Africa, dell’Europa dell’Est e dell’America Centrale e del Sud, ma da pochissimi paesi occidentali. Diversi di questi che oggi la riconoscono, come la Spagna, lo hanno deciso solo negli ultimi due anni. L’Italia non riconosce lo stato palestinese, ma ha comunque un ufficio consolare a Gerusalemme che «cura le relazioni che il Governo italiano intrattiene con le autorità palestinesi».
Hamas, il gruppo paramilitare palestinese, ha giudicato la decisione di Macron come “un passo positivo nella giusta direzione verso il raggiungimento della giustizia per il nostro popolo palestinese oppresso”. La scelta di Parigi, secondo Hamas, “riflette la crescente convinzione internazionale nella giustezza della causa palestinese e il fallimento dell’occupazione nel distorcere i fatti o ostacolare la volontà dei popoli liberi”. Infine, l’organizzazione rilancia: “Invitiamo tutti i Paesi del mondo, in particolare quelli europei e quelli che non hanno ancora riconosciuto lo Stato di Palestina, a seguire l’esempio della Francia”.
Cosa vuol dire, cosa comporta il “riconoscimento di uno Stato”? Quando uno stato ne riconosce un altro significa che ne accetta l’esistenza, e lo dimostra di solito inviando una rappresentanza diplomatica. Significa anche che riconosce formalmente la sovranità di quel territorio e il diritto all’autodeterminazione del popolo che lo abita. Macron aveva già annunciato di voler riconoscere la Palestina. Ad aprile, durante una riunione delle Nazioni Unite, aveva detto che il riconoscimento permetterebbe di contrastare la posizione di quei paesi che non riconoscono l’esistenza di Israele: i paesi membri delle Nazioni Unite che non lo riconoscono come stato sono 28, principalmente a maggioranza musulmana.
La situazione della Palestina è molto particolare e diversa da quella di qualsiasi altro stato. I suoi territori sono divisi e comprendono la Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza. La prima è in gran parte amministrata e occupata militarmente da Israele in violazione delle leggi internazionali, e per il resto è governata dall’Autorità nazionale palestinese (ANP), un organismo internazionalmente riconosciuto ma con poteri limitati e molto impopolare fra la popolazione palestinese. Gerusalemme Est dovrebbe far parte della Cisgiordania ma è stata annessa da Israele. La Striscia di Gaza era governata da Hamas, un’organizzazione radicale con pessimi rapporti con l’ANP e attualmente in guerra con Israele. Oggi, dopo quasi due anni di invasione, è in gran parte distrutta.




