Elon Musk sfida il sistema: nasce l’America Party
Negli ultimi mesi i rapporti controversi tra il 47 esimo presidente degli stati uniti, Donald Trump, e l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, hanno fatto molto discutere. Dallo stretto legame che ha portato i due uniti alle elezioni, alla brusca rottura. Oggi un’ulteriore sviluppo. Musk annuncia una battaglia a Trump: un nuovo partito si prepara a scuotere gli equilibri statunitensi.
Il terzo partito
Cittadinanza americana, sudafricana e canadese. Allo stato attuale della Costituzione americana, l’uomo più ricco del pianeta non può candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti. Proprio per questo, fino a questo momento, Elon Musk sembrava poter fungere solo come alleato o finanziatore. Tuttavia, al contrario delle aspettative, il 4 luglio, proprio nel giorno dell’indipendenza americana, Elon Musk ha lanciato un post sul social di sua proprietà. Su “X” è comparso un sondaggio nel quale la prospettiva di un nuovo partito si concretizzava per la prima volta. Insinuando l’esistenza di un sistema monopartitico, Musk ha chiesto ai suoi seguaci se volessero un terzo partito sulla scena politica. Il 65,4% degli utenti ha risposto di sì e qualche post dopo è arrivato l’annuncio ufficiale.
“Con un rapporto di 2 a 1, se volete un nuovo partito politico, lo avrete! Quando si tratta di mandare in bancarotta il nostro Paese con sprechi e corruzione, viviamo in un sistema monopartitico, non in una democrazia. Oggi, l’America Party è nato per restituirvi la libertà.“
Ma da dove nasce la voglia del miliardario di entrare in politica?
Dopo un iniziale vicinanza tra Trump e Musk, che aveva visto quest’ultimo essere “doge” nel governo del primo, qualcosa si è rotto. Negli ultimi mesi, quello che poteva essere uno dei più grandi strumenti nelle mani del presidente è diventato uno dei suoi più grandi oppositori. Milioni e milioni di dollari erano stati spesi da Musk per la presidenza repubblicana ed oggi i due si fanno la guerra.
Nelle ultime settimane la voglia di Musk di buttarsi sul ring della politica era diventata sempre più tangibile. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha portato oggi alla possibilità concreta di un terzo partito, è stata, probabilmente, l’approvazione in Congresso del “Big Beautiful Bill”, il budget fortemente voluto da Donald Trump e altrettanto fortemente criticato da Musk. Il nuovo disegno di legge prevede un piano da quasi 3.000 miliardi di dollari tra tagli fiscali e riduzioni selettive della spesa pubblica. Al centro del provvedimento, la proroga dei tagli fiscali introdotti nel 2017 per un valore complessivo di circa 2.700 miliardi di dollari. Secondo Trump, il nuovo progetto è in grado di lanciare la nuova “età dell’oro”, ma per Musk non esiste niente di più sbagliato, spingendosi a minacciare tutti coloro in Congresso che hanno votato a favore: “Perderete le elezioni, anche se fosse l’ultima cosa che farò.”
Un programma a sette puntu
Dall’annuncio del nuovo partito, Musk si è dedicato velocemente ad un nuovo programma. 7 punti, chiari e decisi .
- Ridurre il debito e spendere con responsabilità;
- modernizzare l’esercito con l’intelligenza artificiale e la robotica;
- politica pro-tecnologia, accelerare per vincere la sfida sull’intelligenza artificiale;
- meno regolazione pubblica, specie in campo energetico;
- libertà di parola;
- politiche per incentivare la natalità;
- misure centriste per tutto il resto.
La reazione di trump
La risposta di Trump non ha tardato ad arrivare. “Lanciare un terzo partito è ridicolo – ha detto il leader della Casa Bianca – crea confusione. Un terzo partito non funziona”, ha aggiunto. «Abbiamo ottenuto un enorme successo con il Partito Repubblicano. I Democratici hanno perso la strada, ma è sempre stato un sistema bipartitico. E penso che fondare un terzo partito non farebbe altro che aumentare la confusione. Sembra davvero che sia stato concepito per due partiti. I terzi partiti non hanno mai funzionato. Quindi lui può divertirsi, ma io penso che sia ridicolo». All’ascoltare queste parole una domanda sorge spontanea. Quelle del presidente sono parole dettate dalla paura di perdere il controllo su un elettorato sempre più frammentato, o semplice realismo politico basato sulla storia di un sistema bipartitico che ha sempre rigettato alternative?
Una terza via è possibile?
La verità è che nel corso della storia, prima di Elon, altri cittadini privati avevano provato a creare un terzo partito, ma come è chiaro i risultati furono deludenti. Il sistema americano è un sistema bipartitico, difficile cambiarlo. Tuttavia si sa, quello che ieri non ha funzionato potrebbe farlo oggi. Tra l’atro nessuno avrebbe mai pensato che un’azienda privata come Space X avrebbe potuto sostituire la nasa o che un’auto elettrica potesse diventare un best seller mondiale aprendo un mercato che alle big del settore era parso sterile. Forse è proprio questo il punto: Elon Musk non ha mai giocato secondo le regole del passato. Dove altri hanno fallito, lui ha innovato. Ora punta alla politica, il terreno più imprevedibile e resistente al cambiamento. Prevedere il destino dell’“America Party” non è certo facile. Le strade però sembrano essere due. Un fallimento preannunciato, oppure l’inizio di qualcosa di grande.




