Israele ha attaccato il reattore nucleare di Arak: nessun pericolo radiazioni
La televisione di stato iraniana ha da poco annunciato che i caccia israeliani hanno attaccato il reattore ad acqua pesante di Arak. A quanto emerge, nella notte, le forze di difesa israeliane avevano avvertito la popolazione, tramite un post in farsi sui social, di allontanarsi dall’area, in quanto sarebbe stata colpita.
L’avvertimento includeva anche un’immagine satellitare dell’impianto. Secondo l’Iran, non vi è “alcun pericolo di radiazioni” in seguito all’attacco.
Il reattore nucleare di Arak è situato a 250 km a sud-ovest di Teheran. Viene definito “ad acqua pesante”, in quanto questa contribuisce al raffreddamento dell’impianto.
Il reattore tuttavia produce anche plutonio, che può potenzialmente essere utilizzato nelle armi nucleari. Questa potrebbe essere una possibilità aggiuntiva per l’Iran, oltre all’uranio arricchito, qualora decidesse di sviluppare una bomba.

Non bisogna però dimenticare l’accordo del 2015, stretto dal’Iran con le altre potenze mondiali, tramite cui il paese aveva accettato di vendere la sua acqua pesante all’Occidente, in modo tale da limitare la quantità di plutonio prodotto.
L’Idf ha confermato di aver colpito di reattore di Arak. Il portavoce dell’esercito ha inoltre aggiunto che 40 aerei da combattimento hanno attaccato decine di obiettivi militari, con oltre 100 bombe durante la notte.
È stato colpito anche “un sito utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari a Natanz, dove si trovano componenti e attrezzature uniche utilizzate per lo sviluppo di armi nucleari e dove vengono sviluppati progetti che consentono di accelerare il programma nucleare” — ha riferito l’Aeronautica Militare.
L’operazione israeliana “Rising Lion” ha inoltre preso di mira i laboratori di centrifughe intorno a Teheran e un sito nucleare a Isfahan. A questi vanno aggiunti anche i vertici del programma atomico.




