Trump tiene in tasca l’ultimatum contro l’Iran: sviluppi e ipotesi della guerra
È il settimo giorno di guerra tra Iran e Israele. Nelle ultime ore, un missile iraniano ha colpito direttamente l’ospedale Soroka di Beer Sheva, nel sud di Israele, in seguito al lancio di circa 20 missili balistici. Sono stati colpiti edifici anche a Tel Aviv, Holon e Ramat Gan, provocando feriti.
Anche le forze di difesa israeliane hanno colpito nella notte, lanciando nuovi raid aerei su Teheran e zone limitrofe.
Allarmante è anche la posizione degli Stati Uniti, che si starebbero preparando per un imminente attacco all’Iran, riporta Bloomberg.
La situazione sembra evolversi in maniera inarrestabile, con Washington che starebbe assemblando l’infrastruttura, in Medio Oriente, per entrare in guerra contro l’Iran. Quest’ultimo ha dichiarato di non voler chiedere assistenza militare alla Russia, ha sottolineato Putin, citato anche da Nia Novosti, in una conferenza a San Pietroburgo.
L’ayatollah Ali Khamenei, Guida religiosa suprema dell’Iran, è nascosto in un bunker sotterraneo e ieri ha sfidato sia Israele che Usa: “Non ci arrenderemo mai e se gli Usa ci attaccano subiranno danni irreparabili”.

Trump ha quindi rinnovato l’ultimatum a Teheran, chiedendo la “resa senza condizioni”. Il Wall Street Journal rivela che il presidente avrebbe approvato i piani di attacco all’Iran.
Avrebbe però anche dichiarato di voler aspettare. Girano infatti voci su un incontro diplomatico Usa-Iran, per il raggiungimento del cessate il fuoco con Israele. Ma la rinuncia da parte dell’Iran al nucleare resta la questione principale.
Dopo aver riunito la Situation Room, Trump ha ribadito che “la caduta del regime in Iran può accadere”, ma anche di aver invitato la dirigenza del paese a venire alla Casa Bianca a negoziare.
In tutto ciò, Putin si dichiara disponibile a fare da mediatore tra le varie potenze, per il raggiungimento di una pace che convenga a tutte le parti.
Sono previsti per venerdì dei colloqui a Ginevra, che riuniranno i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Gran Bretagna e l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, in merito al nucleare. Sarà invitato anche il ministro degli Esteri iraniano e, lo stesso giorno, si terrà anche la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.




