La guerra dei dazi: politica contro giustizia
A parlare di dazi non si finisce mai. Chi da qualche mese è interessato alla scena politica internazionale lo sa. Da mesi l’argomento ha monopolizzato ogni piattaforma e stando alle notizie degli ultimi giorni sembra proprio che continuerà a farlo (questa volta non per la gioia di Trump).
Dazi illegali per abuso dei poteri presidenziali
Terremoto alla Casa Bianca. I dazi imposti negli ultimi mesi sono stati dichiarati illegali. Dopo un lungo periodo di caos e perdite nei mercati globali, questi strumenti, ormai inflazionati e controversi, sono stati giudicati fuori legge dalla Corte Federale di New York. Secondo il tribunale federale, competente in materia di commercio estero e dogane, Trump avrebbe abusato dei suoi poteri presidenziali in ambito commerciale. In particolare avrebbe sfruttato in modo eccessivo poteri di emergenza garantiti dall’Emergency Economic Powers Act. La legge, anche nota sotto l’acronimo IEEPA, attribuisce al Presidente degli Stati Uniti poteri speciali per affrontare emergenze nazionali riguardanti la sicurezza economica e finanziaria del paese, ma non permetterebbe al presidente di imporre “dazi illimitati su beni provenienti da quasi tutto il mondo”.
La sentenza
La sentenza, che in poche ore ha fatto il giro del mondo, ordina l’immediata sospensione di due gruppi di dazi imposti da Trump. Mentre il primo riguarda i dazi globali del 10%, annunciati il 2 aprile durante il “Liberation Day” e applicati a quasi tutto il mondo, il secondo blocca i dazi del 25% su Canada e Messico e quelli del 20% sulla Cina per il fentanyl. Restano invece in vigore i dazi su acciaio, alluminio e automobili, perchè basati su una legge diversa.
Scontro aperto
La reazione da parte dell’amministrazione statunitense non si è fatta attendere. La Casa Bianca ha duramente contestato la decisione della Corte del Commercio Internazionale, definendola “chiaramente errata” e annunciando un ricorso immediato. “La corte ha oltrepassato i propri limiti tentando di sottrarre poteri al presidente Trump” ha affermato la portavoce Karoline Leavitt. Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia ha richiesto la sospensione temporanea della sentenza e ha comunicato l’intenzione di rivolgersi con urgenza alla Corte Suprema.
Il commento di Trump invece arriva dai social. In particolare da truth, il social di sua proprietà. “La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti per il Commercio Internazionale è così sbagliata e così politica! Non si deve permettere ai “truffatori” dietro le quinte di distruggere la nostra Nazione!” ha detto il tycoon in un post. Continuando ha affermato: “Giudici di sinistra radicale, insieme ad alcune persone molto cattive, stanno distruggendo l’America. … Il Presidente degli Stati Uniti deve avere il diritto di proteggere l’America da coloro che le stanno arrecando danni economici e finanziari.”
Sospesa la sentenza
La sentenza è rimasta valida solo per poche ore. Infatti, meno di 24 ore dopo, su richiesta della Casa Bianca, la Corte d’Appello si è pronunciata stabilendo che la sentenza della CIT è “temporaneamente sospesa fino a nuovo avviso, mentre questa corte esamina i documenti relativi alle istanze”. Una boccata d’ossigeno per Trump, che può così guadagnare tempo mentre il procedimento resta ancora aperto e incerto.
Il braccio di ferro con la giustizia è destinato a durare nel tempo, con nuove battaglie legali all’orizzonte e un’incertezza che continuerà a pesare sulle decisioni politiche ed economiche degli Stati Uniti. La partita è appena cominciata, e ogni mossa potrebbe cambiare gli equilibri in gioco.




