Incidente navale in Corea del Nord
Tra le priorità del leader nordcoreano Kim Jong-Un figura senza dubbio lo sviluppo dell’apparato militare del Paese. Numerosi sono i test su missili balistici e nuove tecnologie belliche portati avanti in questi anni con successo. Proprio ieri, però, qualcosa è andato storto: durante il varo di una nuova nave da guerra, un grave incidente ha compromesso l’evento, mandando su tutte le furie Kim.
Il malfunzionamento
Secondo quanto riportato dai media di regime, l’incidente si sarebbe verificato durante la cerimonia di varo di un cacciatorpediniere da 5.000 tonnellate. Durante l’immissione in acqua, che segna il passaggio dalla fase di costruzione a quella di test operativo, un malfunzionamento nel meccanismo di lancio ha provocato lo scivolamento anticipato della poppa, causando la compressione di alcune sezioni dello scafo e lasciando la prua incagliata sulla banchina. Il numero uno della Corea del Nord ha assistito all’intera fallimentare manovra ed ha parlato di un “atto criminale” che “non potrà essere tollerato”.
L’ammissione pubblica
È raro che la Corea del Nord ammetta pubblicamente un proprio fallimento eppure, questa volta le cose sono andate diversamente. È stato lo stesso Kim Jong-un a decidere di rendere noto quanto accaduto, attraverso un comunicato ufficiale diffuso dall’agenzia di stampa statale.
Il leader nordcoreano non ha risparmiato critiche dure, attribuendo la responsabilità dell’accaduto a gravi carenze interne. Le sue parole sono state inequivocabili: «Inesperienza e inettitudine al comando, negligenza operativa, irresponsabilità, empirismo antiscientifico». Un’ammissione sorprendente che potrebbe annunciare significativi cambiamenti all’interno dell’apparato statale o militare.
Ordine di lavori in tempo record
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa KCNA, Kim avrebbe avvertito tutti i funzionari responsabili che gli errori che hanno causato l’incidente saranno oggetto di discussione durante la riunione plenaria del Comitato Centrale del Partito, prevista per il prossimo mese. Entro quella data, dovrà essere raggiunto un obiettivo prioritario: il completo ripristino del cacciatorpediniere. Per il Paese non si tratta di una semplice questione tecnica, ma di una questione politica, strettamente legata all’autorità dello Stato.
Un mezzo per negoziare la fine dell’isolamento?
Come emerso di recente, lo sviluppo dell’apparato militare è ormai una delle massime priorità del governo nordcoreano. La domanda che molti si pongono è: perché questa scelta? Secondo gli analisti, il leader Kim Jong-un intenderebbe utilizzare gli armamenti come strumento di pressione, per ottenere un allentamento delle sanzioni internazionali e rompere l’isolamento del Paese.




